Gennaio-Febbraio-2015

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2015 22 PERCHÉ SCEGLIERE DI STUDIARE LATINO OGGI? Una riflessione sulle problematiche e sulle difficoltà dell’insegnamento del Latino Giuseppe Ippolito, Docente di lettere L a scuola, oggi, attraversa un momento di grandi e radicali trasformazioni per- ché si trova ad operare in uno scenario educativo interculturale sempre più mute- vole, caratterizzato, in modo particolare, dal venir meno dell’esclusività del ruolo formativo riconosciutole in passato. Tale scenario porta come conseguenza il venir meno del prestigio e dell’importanza di cui il latino ha goduto fra le mura scolastiche; sarebbe stato inimmaginabile fino a qualche decennio fa la creazione di licei dove non si studia il latino. La genesi di tale situazione è da indivi- duare nella rapida evoluzione della società caratterizzata dall’ampia diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comu- nicazione, che offre agli alunni la moltipli- cazione esponenziale delle esperienze co- noscitive che ciascuno vive, costantemente, secondo schemi radiali, e non più attraverso percorsi lineari e tradizionali. È dunque ne- cessario che la professionalità del docente di latino si innovi ispirandosi proprio a que- sti cambiamenti, per offrire un insegnamen- to significativo che miri alla qualità e che risulti coinvolgente per gli alunni. Le esigenze di innovazione relative alla didattica del latino hanno cominciato a farsi strada da oltre un decennio concentrandosi, in primo luogo, sulla necessità di una gram- matica descrittivo-contrastiva, che propone metodi di apprendimento radicalmente di- versi rispetto alla tradizionale grammatica normativa. Il rinnovamento della didattica del latino si basa, in seconda istanza, sui vantaggi di una intelligente, lungimirante e razionale semplificazione morfologica che non deve tradursi in una semplice ma drastica ridu- zione delle informazioni grammaticali. Altro pilastro su cui si fonda il rilancio del latino è rappresentato dai benefici di affrontare lo studio della sintassi contempo- raneamente a quello della morfologia per consentire agli alunni, sin dai primi mesi di studio, di cogliere le strutture fondamentali della lingua. Notevole attenzione ha ricevuto, inoltre, il problema del lessico e della sua memoriz- zazione che si sta indirizzando verso l’ap- prendimento delle famiglie di parole, il cui significato è da cogliere sincronicamente, abbandonando l’idea di un vocabolario fre- quenziale adatto più all’apprendimento del- le lingue moderne che puntano al possesso attivo del lessico, che non alla lingua latina che ha perso ogni prospettiva di comunica- zione orale. Riconosciuta da più parti è, infine, l’im- portanza di fornire agli alunni prerequisiti per comprendere i testi, informazioni cioè che illuminano il messaggio veicolato dal testo latino, che stanno a fondamento della contestualizzazione dei brani; operazione necessaria per indurre gli alunni a decodifi- care, per cogliere il senso nel suo comples- so, e a ricodificare, per tradurre non tra- dendo il senso del messaggio latino. I ragazzi di oggi, cresciuti nell’era digita- le e proiettati a vivere nel futuro, dimostra- no grande disinteresse nei confronti del la- tino, perché lo identificano con lo studio pedante di regole grammaticali, di innume- revoli costrutti, di astruse forme verbali e di enigmatiche norme sintattiche. Tutti ele- menti ritenuti pleonastici in una società iperveloce ed iperconnessa. Questi ragazzi sono gli stessi che non conoscono la morfo- sintassi e il lessico della loro lingua madre, l’italiano. A questo deficit è da ricondurre la grande difficoltà dell’apprendimento del- la lingua latina. È dall’insegnamento congiunto del latino

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=