Gennaio-Febbraio-2014

/$ 6&82/$ ( /·8202 $QQR /;;, 1XPHUR *HQQDLR )HEEUDLR 6 nella stessa pericope (1). In quale modo è stato luce per la Galilea delle genti nella quale egli aveva deciso di abitare? Stando al Vangelo, Gesù entra in Galilea compiendo gesti molto semplici, per nulla clamorosi, né chiassosi. Eppure pieni di luce. In questo modo rivela tangibilmente la strategia di Dio, che predilige i luoghi di confine, gli spazi che non stanno sotto i riflettori della storia, gli ambienti lontani dai luoghi del potere. Mutuando una affermazione cara a Papa Francesco, si potrebbe dire che il Dio di Gesù Cristo sceglie le periferie esisten- ziali, e lì abbatte recinti e costruisce ponti. Colpisce la decisione di Gesù di abitare quel luogo che potremmo definire, con un’espressione di oggi, un melting-pot , un crogiuolo di lingue e culture diverse. La sua è una scelta coraggiosa: portare la buona novella fin dall’inizio della sua missione in un luogo pagano, in una regione di confine in cui si adorava non l’unico Dio d’Israele, ma altre divinità. Lo sostiene la certezza che anche colà può farsi strada la luce divi- na e può mettere radici il messaggio della salvezza di Dio, come era stato preconizza- to secoli prima da Isaia. Il brano di Vangelo presenta inoltre alcune azioni che Gesù compie. Sono queste a costi- tuire un riferimento per la nostra azione pro- fessionale e pastorale nella scuola. In linea con la tradizione omiletica (2) dei gesuiti, cui 6 S L U L W X D O L W j (1) Breve passo estratto da un testo, in questo caso il Vangelo di Matteo. (2) Arte dello scrivere omelie e del pronunciare sermoni.

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