Gennaio-Febbraio-2014

/$ 6&82/$ ( /·8202 $QQR /;;, 1XPHUR *HQQDLR )HEEUDLR 32 MA QUAL È IL PESO DELL’INVALSI? È SOLO 1/7 PERÒ... Maria Fani Capella, Dirigente scolastico I n qualità di Dirigente Scolastico ho svolto molte volte la funzione di Presidente di Commissione all’esame di Stato del Pri- mo Ciclo. E, naturalmente, ho assistito alle ango- sce, e non solo degli alunni ma anche de- gli insegnanti, per l’incognita INVALSI al- l’interno di un esame ancora tradizionale, protetto e preparato quasi nei minimi particolari. Secondo le indicazioni ministeriali il voto di Licenza è severamente dato dalla MEDIA ARITMETICA delle prove da supera- re che sono 7: TROPPE… • Il voto di ammissione o idoneità • Il voto di quattro prove scritte : Ita- liano, Matematica, Inglese e seconda Lin- gua Straniera • Il voto della Prova Orale • Il voto della Prova INVALSI Da una rapida e aritmetica lettura si evincerebbe che l’INVALSI nella valutazione finale pesa solo 1/7 ma il suo Peso Specifico è maggiore della frazione che rappresenta. Il suo Peso Valutativo incide sulla valutazio- ne sintetica del candidato quasi sempre in negativo. I motivi sono tanti... Premetto che le mie non vogliono essere semplici critiche ma considerazioni costrut- tive. Riporto le voci afone, senza volume, delle perplessità dei docenti e delle paure dei ragazzi. Ricordo inoltre che, dall’aboli- zione dell’esame elementare, questa è la prima vera prova/esame che i ragazzi af- frontano, pesante come, se non di più, quella della maturità. Ma cos’è che non va? Secondo la mia esperienza, l’INVALSI, è una prova strutturata secondo canoni e usi anglosassoni, che poco si addice alla nostra cultura classica. Sarà anche vero che si rifà alle Indicazio- ni Nazionali e alle Indicazioni per il currico- lo ma poco si addice al nostro metodo di in- segnamento, ai nostri criteri di valutazione. I nostri alunni, in matematica soprattut- to, non sono abituati a scegliere la risposta da una offerta multipla e tanto meno a ri- spondere a quella chiamata «falsa aperta». Ci siamo mai chiesti perché nel Test di Ma- tematica, per esempio, i più bravi spesso sbagliano e i mediocri, che con la crocetta giocano d’azzardo, spesso vincono? Perché i bravi sono abituati a prendersi il tempo per ragionare e a lavorare senza l’angoscia del limite del tempo, perché è la logica e non la velocità che viene richiesta loro. E, pro- prio per manifestare il filo logico seguito, sono abituati ad argomentare le proprie ri- sposte. Ad interagire col docente e la clas- se, a non giocare in solitario. Vogliamo parlare dei nostri libri di Testo? Forse i contenuti sono corretti e in linea se- condo le Indicazioni Ministeriali, ma certa- mente non nel metodo suggerito. Gli eserci- zi non offrono occasione di preparazione al- le prove INVALSI. E sempre parlando di co- noscenze della scuola di base, in quelli di Matematica lo scollamento è più evidente, i docenti si sforzano di insegnare la Geome- tria e l’Algebra, perché è solo questo che chiedono i docenti delle superiori! Soltanto

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