Gennaio-Febbraio-2014

UNO SPETTRO SI AGGIRA... PER LE SCUOLE: LA PROVA INVALSI! Elena Fazi, Segretaria nazionale UCIIM S i avvicina il tempo della somministra- zione delle Prove Invalsi nelle scuole e circola nelle stesse un’aria di tempe- sta! Da noi tutti, docenti e discenti, questa attività è vissuta come imposizione dall’alto a scopo discriminatorio, ma in realtà non è così. Avrete avuto modo di comprenderne il vero significato leggendo gli articoli prece- denti, questo testo si propone come un ser- vizio ai colleghi confrontando le competen- ze testate dall’INVALSI v/s competenze de- finite nelle Nuove Indicazioni relativamente all’italiano. Il fine del lavoro è evidenziare come queste siano sostanzialmente le stes- se. Traiamo le nostre note rispettivamente dal Quaderno di riferimento della prova di italiano nella scuola dell’obbligo (1) del 2013 e dalle Indicazioni nazionali per il cur- ricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (2) del 2012. Nella Premessa al primo si esplicitano «i punti di riferimento concettuali e i criteri operativi utilizzati nella costruzione della prova di italiano per i vari livelli scolari og- getto delle rilevazioni INVALSI (II e V Prima- ria, I e III Secondaria di I grado, II Seconda- ria di II grado). Esso ha lo scopo di fornire un punto di riferimento per la costruzione delle prove (per gli esperti che hanno que- sto compito) e di chiarire a tutti gli interes- sati (scuole, insegnanti, studenti, genitori, altri cittadini) i contenuti e gli aspetti che la prova intende verificare e i tipi di quesiti utilizzati, rendendo così trasparente l’impo- stazione della prova e favorendo la succes- siva analisi e interpretazione dei risultati da parte delle scuole e dei docenti». Ciascuno di noi, pertanto, può agevol- mente ricercare le informazione necessarie in questo testo. Per praticità di lettura concordiamo con la definizione sintetica della 3$'521$1=$ /,1*8,67,&$ esposta nelle P.I. che rappre- senta un’efficace sintesi di quanto esposto più diffusamente nelle N.I. La padronanza linguistica, una delle competenze di base che la scuola deve svi- luppare, consiste nel possesso ben struttu- rato di una lingua assieme alla capacità di servirsene per i vari scopi comunicativi. La padronanza linguistica può essere articola- ta in conoscenze, abilità e competenze, fra loro interdipendenti. Le competenze che afferiscono alla pa- dronanza linguistica sono: • oralità: ascolto, produzione orale, in- terazione orale (comprendere all’ascolto testi di vario tipo, produrre testi anche pianificati, partecipare a uno scambio co- municativo orale in vari contesti); • lettura (comprendere e interpretare testi scritti di vario tipo e relativi a diversi contesti); • scrittura (produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicati- vi). La padronanza linguistica richiede com- petenze fonologiche e ortografiche, morfo- sintattiche, lessicali, testuali e anche: • conoscenze e abilità di riflessione me- talinguistica, funzionali sia al controllo consapevole della comprensione dei testi orali e scritti sia alla descrizione del fun- zionamento del sistema linguistico; • la consapevolezza che una stessa lin- 25 /$ 6&82/$ ( /·8202 $QQR /;;, 1XPHUR *HQQDLR )HEEUDLR (1) Per brevità d’ora innanzi indicato con P.I. (2) Per brevità d’ora innanzi indicato con N.I.

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