Gennaio-Febbraio-2014
cogliere al volo tale occasione, evitando di essere additati come cultori devoti dell’ au- toreferenzialità, riluttanti ad ogni forma di rendicontazione all’interno della scuola che, grazie a questa nuova iniziativa speri- mentale, potrà essere coinvolta in una ri- cerca partecipata, all’insegna di un’autono- mia scolastica responsabile e qualificata. Il giorno dopo la visita del team ispettivo nel- le scuole si avverte già un clima più sereno, un dibattito più libero ed aperto nei con- fronti della valutazione e la conseguente consapevolezza della necessità di una inver- sione di tendenza. L’ansia suscitata dalle prove INVALSI ha spesso determinato una corsa, inutile, a «fi- nire il programma» o, peggio ancora, a una sorta di «addestramento intensivo», spo- stando l’attenzione sulla quantità delle esercitazioni e non piuttosto sulla qualità della preparazione. Se la valutazione riguarda il sistema sco- lastico, perché effettuarla nel bel mezzo degli Esami di Stato, già abbastanza impe- gnativi per alunni che si trovano a sostenere la loro prima prova d’esame? Vale la pena ricordare che nel 3° anno della Scuola Se- condaria di 1 grado, il numero di prove che ogni candidato deve sostenere supera di gran lunga quello degli esami di Maturità. L’esame che conclude il primo ciclo di studi consiste in 4 prove scritte (Italiano, Mate- matica, prima Lingua straniera e seconda Lingua straniera), 1 prova pratica (stru- mento musicale), 2 prove INVALSI (Italia- no e Matematica – votazione unica), 1 col- loquio orale. Considerata l’attenzione che la nuova dirigenza dimostra di avere nei confronti delle problematiche scolastiche, è auspicabile una serena e obiettiva ri- flessione circa l’opportunità di collocare in altro momento la valutazione esterna, facendo in modo che abbia una ricaduta positiva sulla progettazione dei percorsi didattici nell’arco del triennio. Se l’obiettivo è il miglioramento del si- stema, appare necessario ripensare, in ma- niera chiara ed efficace, un processo di va- lutazione serio e costruttivo, al quale nes- suna scuola intende sottrarsi, purché ci sia una ricaduta formativa autentica sia sui processi di apprendimento degli alunni che sulla formazione in servizio dei docenti. Occorre recuperare un clima di fiducia (che in alcuni passaggi contenuti nel Manua- le del Somministratore, non sembra essere scontata!) e di fattiva collaborazione tra la scuola e le diverse cabine di regia; com- prendere che il sistema di valutazione, per quanto accurato e completo, non può esse- re fine a se stesso, ma deve rappresentare, a tutti i livelli, un importante strumento diagnostico a cui far seguire le «terapie» necessarie e gli opportuni «interventi riabi- litativi» (formazione e auto-formazione, ri- sorse professionali, economiche e struttura- li) in grado di dare risposte concrete ai bi- sogni di alunni e docenti. Si ha invece l’impressione che, in una società sempre più complessa, alla scuola si deleghi ogni responsabilità educativa e formativa in un rapporto inversamente proporzionale tra obiettivi da raggiungere e risorse disponibili. Non esiste registro che possa riportare, né sistema che possa valutare il lavoro di tanti docenti che con passione vivono e affrontano quotidiana- mente le nuove sfide educative, i mille problemi della didattica, dei ragazzi, delle famiglie, lottando ogni giorno tra una scuola per nulla sburocratizzata, che in as- senza di risorse adeguate qualche volta na- viga a vista, e la richiesta d’aiuto di ragaz- zi il cui disagio è ormai trasversale ai di- versi contesti socio-culturali. La scuola ha bisogno di essere ripensa- ta, rinnovata non solo nei documenti, ma anche nella attuazione pratica di tanti ineccepibili dichiarati, e poi anche oppor- tunamente valutata. 21 /$ 6&82/$ ( /·8202 $QQR /;;, 1XPHUR *HQQDLR )HEEUDLR
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