Gennaio-Febbraio-2014
/$ 6&82/$ ( /·8202 $QQR /;;, 1XPHUR *HQQDLR )HEEUDLR 20 Se è vero che la scuola di un tempo sof- friva di una certa autoreferenzialità e ap- pariva restia ad accettare qualunque forma di valutazione esterna e la conseguente ne- cessità a mettersi in discussione, è anche vero che, in assenza di una visione d’insie- me del sistema-scuola, si rischia di cadere in contraddizioni, lasciando spazio alla con- fusione che genera inutili allarmismi o, al contrario, improvvisazione e superficialità, a diversi livelli. Resta il fatto che il Sistema di Valutazio- ne INVALSI, così come è stato gestito fino a ieri, valido sul piano della ricerca statistica, si è rivelato poco funzionale all’effettivo miglioramento del sistema scolastico, per diverse ragioni: Una prova a quiz può rilevare solo cono- scenze e abilità, non certo le competenze che la scuola è chiamata a sviluppare e cer- tificare a conclusione di un ciclo di studi. I risultati dei test, molto spesso, pre- miano chi ha buona memoria e non chi ha sviluppato capacità critiche e pensiero di- vergente. La competenza linguistica non può esse- re rilevata attraverso la misurazione di una sola abilità: leggere e comprendere, ma implica anche il saper ascoltare, scrivere e parlare. Sono tante le cause della crescen- te difficoltà, da parte di molti alunni, a rielaborare ed esprimere oralmente le co- noscenze, ma una grande responsabilità è da attribuire certamente anche alla «mo- da» del quiz. La valutazione effettuata attraverso la somministrazione di test a risposta multipla oltre ad essere parziale è inattendibile, non essendo in grado di dimostrare il valore rea- le della risposta che può essere data a caso o con cognizione di causa. Lo sviluppo delle competenze dello stu- dente nella madrelingua non può essere compito esclusivo dell’Insegnante di Italia- no, perché tutte le discipline vengono inse- gnate nella lingua nazionale ma di fatto, fi- no ad oggi, si è «valutato» solo l’Insegnante di Lettere. La scelta dei brani proposti dalle prove INVALSI dovrebbe tener conto della pluralità esistente, sul piano culturale e cognitivo, nei diversi gruppi-classe, così come dei gu- sti e degli interessi letterari del target di ri- ferimento, per quanto riguarda il testo nar- rativo; dei diversi contesti geografici e so- cio-culturali, per quanto riguarda il testo espositivo/informativo (per fare solo un esempio, non tutti gli alunni che frequenta- no la scuola dell’obbligo, se abitano in zone periferiche del territorio nazionale, hanno avuto modo di spostarsi in Metro e quindi sono in grado di leggerne i percorsi!). Una valutazione del sistema veramente utile dovrebbe prevedere, tra le altre co- se, una restituzione dei risultati funzionale alla lettura delle criticità relative ai pro- cessi cognitivi di ogni singolo alunno, ri- spetto a standard fissati e condivisi, per consentire alle singole scuole e ai rispettivi docenti di predisporre un PdM sulla base dei dati acquisiti. Esempio virtuoso, in tal senso, è stato, nei primi anni di attuazione, il PQM (Pro- getto Qualità e Merito) di Italiano e Mate- matica, per il quale i risultati della Verifica finale, venivano elaborati e restituiti alla scuola, nella duplice funzione di valutazio- ne dell’attività svolta e di diagnosi, sulla cui base elaborare il PdM per la successiva annualità. Anche il progetto VALeS può rappresenta- re un momento importante, perché intende elaborare un modello valutativo in grado di fornire indicazioni utili per la definizione del futuro Sistema Nazionale di Valutazione. Il progetto coinvolge scuole di tutti i gradi nella strutturazione di un percorso ciclico che lega la valutazione al miglioramento. In tale percorso sono organicamente inserite la valutazione delle scuole e la valutazione del dirigente scolastico, al fine di definire in modo integrato il piano di miglioramento della scuola e gli obiettivi di risultato della dirigenza scolastica. L’INVALSI, nel progetto VALeS, ha il compito di supportare le scuole nel processo di autovalutazione e di realiz- zare la valutazione esterna delle stesse, de- finendo indicatori, strumenti e procedure di valutazione, formando e coordinando i di- versi team. Più che alimentare dubbi, perplessità o polemiche inutili su tale progetto, sarebbe importante dare un contributo alla riflessio- ne e, in maniera non certamente acritica,
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