Gennaio-Febbraio-2014
/$ 6&82/$ ( /·8202 $QQR /;;, 1XPHUR *HQQDLR )HEEUDLR 18 INVALSI: RISORSA PER LE SCUOLE Adriana Verdini, Dirigente scolastico N ella mia sufficientemente lunga espe- rienza di Dirigente scolastico ho sem- pre partecipato, con la scuola da me diretta, alle prove INVALSI. Attualmente il Liceo è inserito nel progetto VALeS (valuta- zione e sviluppo). Il senso della partecipazione trova la sua radice nella necessità di lavorare tutti, e per tutti gli studenti, dal momento della progettazione a quello della valutazione. Nella scuola troppo spesso accade che si investano tante energie nel programmare e poche nell’azione di controllo e nel momen- to valutativo. Ritengo che l’azione del pro- grammare racchiuda in sé, imprescindibil- mente, il momento valutativo per riadatta- re, ridefinire il percorso didattico nel ri- spetto degli stili di apprendimento di cia- scuno. Per questo non ho mai trascurato ta- le aspetto. La particolare cura verso una cultura del- la valutazione ha stimolato la redazione di prove comuni da parte dei dipartimenti di- sciplinari, anche per altre materie. Tutto ciò anche per sfatare la preoccupa- zione dei docenti di «sentirsi» valutati. Ho sempre preso in carico l’analisi e la di- scussione sugli esiti e sui processi da attivare. Sia per i risultati delle prove INVALSI che per quelli delle prove comuni di Istituto so- no state effettuate accurate analisi sia al- l’interno dello staff, che nel Collegio dei docenti. Sono stati pubblicati i dati nel sito della scuola, sono stati inseriti nel Bilancio Socia- le presentato alla famiglie e agli stakehol- ders del territorio. L’analisi ha condotto ala predisposizione di progetti di miglioramento di durata plurien- nale ad esempio nella didattica della mate- matica e nella didattica delle competenze. Relativamente alle prove INVALSI ho cu- rato attentamente tutta l’organizzazione, dalla scelta di somministratori affidabili e che garantiscano correttezza, alla scelta di un luogo adatto per lo svolgimento delle prove, alla correzione delle prove con do- centi di altro consiglio di classe. Le reazioni verso i risultati delle prove stesse sono state positive, anche perché gli esiti sono sempre stati lusinghieri, migliori delle prove comuni. Credo che il Servizio Nazionale di Valu- tazione possa essere considerato una risor- sa, anche per uscire dalla pura autorefe- renzialità, qualora si analizzassero atten- tamente i risultati, confrontandoli con altri tipi di prove e soprattutto non fermandosi all’analisi ma adoperandosi per azioni di miglioramento a partire dalla collocazione nel P.O.F. di progetti che tengano conto anche degli esiti delle prove INVALSI; ri- considerando, annualmente una reale rivi- sitazione del piano. È comunque fondamentale lavorare e continuare a lavorare nella scuola per una cultura valutativa con percorsi di formazio- ne che coinvolgano tutti i docenti. Sicuramente in ogni Istituzione sono pre- senti docenti competenti e motivati rispet- to ad altri poco inclini al cambiamento e al confronto; è opportuno far leva sui primi mantenendo comunque un clima di lavoro rispettoso e propositivo affinché in tutti scaturisca il senso di appartenenza. La norma e il contratto di lavoro dovreb- bero favorire tali intenti. Forse il fatto di essere inserita nella rete Au.Mi. (autovalutazione - miglioramento) delle scuole marchigiane che da circa 10 anni le coinvolge in modalità di ricerca – azione nei processi di autovalutazione di Istituto, ha contribuito a rendere più agevo- le l’approccio con le prove INVALSI. Sono comunque convinta che per motivare biso- gna essere motivati.
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