Gennaio-Febbraio-2014
/$ 6&82/$ ( /·8202 $QQR /;;, 1XPHUR *HQQDLR )HEEUDLR 16 sorse, Processi. Seguendo un protocollo ben strutturato, prima della visita i valutatori hanno letto diverse fonti informative, POF, Programma annuale, Fascicolo «Scuola in chiaro», dati sui risultati delle prove INVALSI, rapporto del questionario scuola, Rapporto dei que- stionari docenti, studenti, genitori e hanno compilato le griglie «per la lettura dei da- ti». Durante la visita i due valutatori hanno parallelamente effettuato interviste, indivi- duali e di gruppo, ai docenti referenti e curricolari, agli alunni, ai genitori; hanno visitato la scuola e hanno compilato le gri- glie «per la raccolta delle informazioni». Dopo la visita, le griglie hanno riguardato «l’espressione dei giudizi valutativi», prima della individuazione degli obiettivi di mi- glioramento, ovvero del cuore della valuta- zione, della ragione del suo esistere. Gli obiettivi di miglioramento individuati saran- no ora comunicati alle scuole interessate e costituiranno la base del piano di migliora- mento. Secondo la mia esperienza, un risultato importante con queste visite è già stato ot- tenuto. Si è scardinata la diffidenza verso la valutazione, che in Italia è ancora « sospet- ta ». In realtà il decollo delle pratiche valu- tative non è semplice e il binomio YDOXWD ]LRQH PLJOLRUDPHQWR è ancora lontano dall’essere interiorizzato. Perché gli addetti ai lavori, DS, docenti e ATA, considerano la valutazione come momento inquisitorio, qualcosa da temere perché viene messa in discussione la propria professionalità. E tale è lo spirito con cui l’attesa delle visite dei valutatori dei progetti VALES e VM sono sta- te vissute nelle scuole oggetto di valutazio- ne. Non è un caso se scrivo «attesa della vi- sita», perché alla fine della stessa l’atteg- giamento e l’umore erano completamente diversi. Mi spiego meglio. Innanzitutto, le intervi- ste previste dal protocollo hanno rivelato una scuola migliore di ciò che appariva nei documenti letti. I POF esaminati non dava- no l’idea della buona Offerta Formativa che le scuole visitate realizzano. Poi, e da ciò deriva anche la mia soddisfazione e gioia per l’esperienza vissuta, ho avuto l’oppor- tunità di mettere in campo le mie cono- scenze e competenze pedagogiche, didatti- co-metodologiche e sulla legislazione scola- stica per dare un contributo concreto su co- me migliorare quegli aspetti che non con- sentono un’azione educativa efficace. Con- tributo che è stato apprezzato da docenti e dirigente, ma che ha trovato condivisione anche tra gli alunni incontrati e, soprattut- to, tra i genitori. Il filo conduttore che accomuna le scuole visitate, pur nella loro diversità di ordine e grado, è sicuramente la VFDUVD PRWLYD]LRQH GHJOL DOXQQL H OD GLVSDULWj QHJOL HVLWL che portano all’insuccesso scolastico e al conse- guente senso di frustrazione dei docenti che avvertono come vano il proprio lavoro. Da qui il nostro suggerimento di investire mag- giormente nelle risorse umane e, quindi, nella IRUPD]LRQH GHL GRFHQWL , con corsi che aiutino gli stessi a capire gli alunni, i loro ritmi di apprendimento, le strategie per renderli protagonisti attivi delle lezioni, l’importanza della didattica laboratoriale. È acclarato che si lavora meglio quando si sa come lavorare; per questo è importante supportare i docenti con interventi di for- mazione di tipo laboratoriale. Un altro dato comune, che si lega al pre- cedente aspetto rilevato, è rappresentato dalla mancanza di un SURJHWWR GL RULHQWD PHQWR , che parta dai primi anni della scuo- la primaria. Questo è indispensabile per consentire all’alunno di capire se stesso; scoprire le sue vocazioni ; mettere in gioco le sue potenzialità; renderlo consapevole di ciò che egli è e di cosa egli vuole. Si scon- figge in tal modo la demotivazione, si au- menta il rendimento e si consente una for- mazione consapevole della personalità. È inoltre da rilevare che i ULVXOWDWL GHOOH SURYH ,19$/6, non sono ancora oggetto di riflessione da parte di tutta la comunità scolastica. I risultati sono resi noti nei Col- legi Docenti, ma non vengono programmate iniziative particolari per intervenire laddove si sono registrati negatività. Anche il FRLQYROJLPHQWR GHOOH IDPLJOLH e il UDFFRUGR FRQ LO WHUULWRULR sono risultati due aspetti da migliorare. La partecipazio- ne delle famiglie, specie nella secondaria superiore, è per lo più limitata agli incontri scuola-famiglia e a qualche iniziativa propo-
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