Gennaio-Febbraio-2014
nali, solo utilizzando prove uniche nazionali che si rapportano a risultati prefigurati ne- gli ordinamenti statali di ciascun livello scolastico. E se i risultati sono troppo diversi, da classe a classe, da scuola a scuola anche dello stesso contesto sociale e territoriale, questo dovrebbe indurre gli stessi operatori a ripensare alle metodologie per adeguar le meglio al contesto in cui operano; laddove invece, risultati negativi generalizzati do- vrebbero indurre a riflettere i decisori poli- tici sulla incongruità degli obiettivi dati o delle risorse messe a disposizione per con- seguirli. Ma senza strumenti di misurazione, non avremmo dati oggettivi, scientifici su cui ri- flettere per migliorare. Non potremmo nep- pure discutere sulla validità ed efficacia de- gli strumenti di misurazione finora applica- ti nell’intento di renderli più adeguati alla complessa realtà scolastica. $YYLFLQDUH L GXH VLVWHPL H UHQGHUOL FRPSOHPHQWDUL q OD VILGD GHO SURVVLPR IXWXUR Dati oggettivi, in grado di individuare le scuole in situazione di criticità, ci vengono puntualmente richiesti dalla Commissione europea per monitorare gli esiti dei progetti finanziati con fondi strutturali, oltre che da vertici politici nazionali seriamente in- tenzionati a trovare soluzioni adeguate per migliorare la qualità del nostro sistema for- mativo. E se fossimo onesti fino in fondo,anche noi come cittadini chiederemmo di poter valutare il servizio scolastico, perché quan- do argomentiamo sulla necessità di investi- re sulla scuola, non possiamo non mettere in campo anche misure collaterali capaci di valutare i frutti di quegli investimenti! L’altra faccia della valutazione infatti è la possibilità di rendicontare i benefici pro- dotti dalla Scuola a quegli stakholder che investono nella produttività del servizio pubblico dell’istruzione, come avviene or- mai già da anni negli altri Paesi europei. La diffidenza nei confronti dell’INVALSi, della sua funzione e dei suoi metodi nasce da convinzioni errate e da timori infondati, ed invero fino a questo momento non si è fatto molto per migliorare la conoscenza da entrambe le parti. Occorrerebbe promuovere una estesa e diffusa campagna informativa che spieghi le procedure messe in campo per realizza- re le prove nazionali che non nascono dal- la mente perversa di un Soggetto astratto nemico della Scuola, ma da gruppi di lavo- ro composti da docenti che lavorano nella Scuola. In questo percorso di avvicinamen- to e di reciproca conoscenza, svolgono un ruolo di grande utilità i progetti Vales e Valutazione e Miglioramento che stanno già sperimentando l’attuazione del Servi- zio Nazionale di Valutazione, introdotto dal DPR n.80 del 28/3/2013,in 732 istitu- zioni scolastiche sparse sul territorio na- zionale. Si sta lavorando alla attivazione di una li- nea diretta interattiva tra l’Invalsi e le Scuole, con l’aiuto di ricercatori disponibili a confrontarsi con gli operatori scolastici e ad offrire risposte in tempo reale alle do- mande, proposte, osservazioni provenienti dal mondo della Scuola. In questo percorso diventa strategico il coinvolgimento delle Associazioni professio- nali dei docenti e dei dirigenti scolastici che vivendo la Scuola nella sua complessità e peculiarità, potrebbero offrire un contribu- to essenziale nella pianificazione delle azio- ni valutative del prossimo futuro. È quanto l’UCIIM sta già realizzando, a li- vello nazionale e regionale, con una fioritu- ra spontanea di iniziative di sensibilizzazio- ne e di formazione che si andranno ad at- tuare nella prossima primavera, con la di- retta collaborazione dell’INVALSI e dei suoi migliori ricercatori. Impegniamoci dunque, ognuno per pro- prio conto e nel ruolo che ricopre, Ministe- ro, Scuole, INVALSI, Associazioni professio- nali, Organizzazioni Sindacali, a conoscere e a far conoscere questo nostro Sistema di valutazione delle Scuole e degli apprendi- menti, a provarlo senza resistenze pregiudi- ziali, ad evidenziarne le falle ed a proporre miglioramenti, facendoci guidare da un de- sueto spirito di umiltà, fortificato da un grande senso di responsabilità e di amore per le giovani generazioni. 14 /$ 6&82/$ ( /·8202 $QQR /;;, 1XPHUR *HQQDLR )HEEUDLR
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