Gennaio-Febbraio-2014
13 /$ 6&82/$ ( /·8202 $QQR /;;, 1XPHUR *HQQDLR )HEEUDLR dello studente ma solo se e in che misura questi sia riuscito a raggiungere quelle com- petenze che al suo livello di studio avrebbe dovuto acquisire, e che sono predefinite co- me obiettivi di apprendimento nelle Indica- zioni Nazionali e Linee Guida. Esula dal compito dell’INVALSI accertare come le competenze sono state promosse e coltivate dai suoi insegnanti di classe, es- sendo questo un aspetto strettamente lega- to ai contesti e alle scelte dei singoli docen- ti, o meglio dei consigli di classe e collegi docenti, bensì costruire una misura oggetti- va del sapere consolidato dagli studenti di quel determinato livello di studi. Ove la prova fosse diversa in relazione ai contesti, non sarebbe più possibile una misurazione della efficacia del Sistema che è e deve re- stare nazionale e giammai frammentarsi in tanti modelli di scuola regionali, con il ri- schio che la diversificazione, partendo dai contesti personali, familiari e sociali, istitu- zionalizzi le differenze giustificandole, e fa- cendo venir meno la tensione positiva a su- perarle. Questo risultato rappresenterebbe il tradimento della principale missione della Scuola che per dettato costituzionale è il luogo privilegiato di costruzione di ugua- glianza fra cittadini. Da parte di altri, si ritiene che le prove Invalsi volendo accertare il conseguimento degli obiettivi di apprendi- mento previ- sti nelle Indi- cazioni Nazio- nali e Linee Guida in cor- rispondenza di ciascun ci- clo di studi e anno di corso, vadano a mo- dificare la na- tura delle In- dicazioni na- zionali e Li- nee Guida che si presume non siano pre- scrittive ma solo propositive di possibili pi- ste di studio e di risultati. Quanti hanno questa convinzione che si collega alla facol- tà di ciascun insegnante di seguire o meno le Indicazioni nazionali e Linee guida, sono in errore, perché il passaggio dai Programmi nazionali alle Indicazioni e Linee guida ha significato lo spostamento della prescrittivi- tà dai contenuti agli obiettivi di apprendi- mento, che in tal modo diventano livelli es- senziali garanti della unitarietà del sistema formativo nazionale. A conferma di tale as- sunto è lo stretto collegamento delle prove Invalsi con i traguardi fissati dalle Indicazio- ni nazionali e Linee guida, che risulta dalle guide che corredano le prove e che per cia- scun test rimandano puntualmente al passo delle Indicazioni nazionali o Linee guida corrispondente. Dunque, l’obiettivo delle prove INVALSI non è quello di voler valutare singoli stu- denti sovrapponendosi alle valutazioni del docente e del consiglio di classe, e tanto meno gli insegnanti (se poi qualcuno, igno- rando il quadro di riferimento delle prove e mettendoci anche della diffidenza, arriva ad assegnare a queste prove queste finalità esplicite o sottintese, si sbaglia di grosso) ma di misurare lo stato di salute del Siste- ma, come ed in che misura un Sistema, or- ganizzato secondo gli ordinamenti vigenti, riesca a realizzare quegli obiettivi di ap- prendimento che gli stessi ordinamenti fis- sano come li- velli essenziali delle presta- zioni nell’eser- cizio di una funzione (istru- zione) che è pubblica e nel- la fruizione di un diritto (di- ritto allo stu- dio) che deve essere garanti- to per dettato costituzionale a tutti. Riusciremo a salvare una scuola naziona- le, e ad evitare la frammentazione del si- stema in tante scuole regionali o sub regio-
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