Gennaio-Febbraio-2014
/$ 6&82/$ ( /·8202 $QQR /;;, 1XPHUR *HQQDLR )HEEUDLR 12 SISTEMA EDUCATIVO E SISTEMA VALUTATIVO: QUALE RELAZIONE FRA I DUE SISTEMI? Lucrezia Stellacci, Direttore generale INVALSI M ai come oggi il futuro del Paese passa attraverso il futuro dei nostri giovani e la valorizzazione dei loro talenti. La ricchezza di un Paese non dipende più dalla quantità dei beni materiali che possie- de, ma dalla capacità di ricerca e di innova- zione che esprime e che è direttamente proporzionale al livello culturale dei suoi cittadini (giovani e adulti in formazione, co- noscenze e competenze certificate, percen- tuali di diplomati e laureati, titoli postuni- versitari, ecc). Strategico,come sempre, ma ancora di più in questa fase di profondi e rapidi cam- biamenti, è il ruolo del sistema educativo di istruzione e formazione a cui affidiamo i nostri giovani per un percorso formativo di 13 anni perchè conseguano conoscenze e competenze di base utili ad un consapevole esercizio dei diritti di cittadinanza, oltre a competenze direttamente spendibili nel mondo del lavoro per «concorrere al pro- gresso materiale o spirituale della società « di appartenenza (art. 4 Cost.). Se il nostro sistema educativo non fosse in grado di valorizzare le attitudini e l’inge- gno dei nostri giovani, qualunque sia la clas- se sociale di appartenenza, saremmo con- dannati ad un futuro di crisi permanente e di grave rischio per la coesione sociale e per la democrazia. Ma come può la Scuola conoscere e misu- rare scientificamente il valore aggiunto che è capace di produrre per ciascuno dei suoi studenti? Disporre di una serie di dati che le consentano di riflettere sul proprio operato e di mettere in moto procedure di adegua- mento e di miglioramento delle metodolo- gie didattiche sì da attrarre i giovani all’av- ventura della conoscenza, piuttosto che di- sperderli, come purtroppo avviene oggi? È proprio questo il ruolo dell’INVALSI che, tanto con le sue annuali rilevazioni de- gli apprendimenti degli studenti nei diversi livelli di studio, quanto con le recenti speri- mentazioni di valutazione più generale del Sistema, in attesa dell’applicazione a regi- me del DPR n.80 /2013 istitutivo del S.N.V., restituisce alle scuole un ricco dossier di dati che, interpretati con l’aiuto di apposite chiavi di lettura offerte dallo stesso INVAL- SI, permettono alla Scuola di essere consa- pevole delle azioni poste in essere e degli esiti prodotti, nonché di poter decidere i cambiamenti da porre in essere in ottica migliorativa. Dunque, una struttura di supporto per aiutare il Sistema formativo a prendere consapevolezza dei suoi punti di forza e di criticità ed a decidere dall’interno, avva- lendosi dei poteri riconosciuti alla Scuola con l’autonomia,gli eventuali correttivi da adottare per avviare un processo continuo di miglioramento. La qualità infatti non è un traguardo fis- so che si raggiunge una volta per sempre, ma piuttosto una sfida da vincere ogni giorno. /D SHUFH]LRQH GHOOH 6FXROH Le contestazioni che si levano dalle scuo- le contro le prove nazionali INVALSI possono ricondursi in buona sostanza a due filoni, di cui il primo riguarda la unicità della prova a cui sono sottoposti studenti di pari livello scolastico ma tanto eterogenei per qualità personali, ambienti di provenienza, contesti sociali di appartenenza, e il secondo la stretta correlazione delle prove con le Indi- cazioni Nazionali del primo ciclo di istruzio- ne e dei Licei e le Linee Guida degli Istituti tecnici e professionali. Quanto al primo motivo di contestazione, è bene chiarire che le prove INVALSI non vo- gliono misurare le conoscenze specifiche
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