Gennaio-Febbraio-2013
III COMMISSIONE DIALOGOCONLE ISTITUZIONI ECON ILTERRITORIO Leonardo Riso, Consigliere centrale UCIIM L a commissione n. 3, che ho avuto il pia- cere di coordinare, ha lavorato sul tema del «DIALOGO CON LE ISTITUZIONI E IL TERRITORIO». Partendo dal documento sullo stesso tema, pubblicato nel n. 4/5 del della nostra rivista, si è cercato di leggere le parole «dialogo», «istituzioni» e «territorio» in chiave positiva e propositiva, sulla base non certo di astratte o ingenue aspettative, ma delle significative esperienze professionali che ciascun compo- nente del gruppo ha vissuto e condiviso. L’analisi lucida e realistica delle numero- se difficoltà connesse al particolare momen- to storico, normativo, economico e culturale che ciascuno di noi incontra quotidianamen- te dentro la scuola e nella complessità delle relazioni interistituzionali, non può certo esimerci dall’obbligo di entrare in relazione con il territorio e con le istituzioni, cercan- do di costruire forme nuove di dialogo. La scuola non è più l’unica depositarla dell’educazione dei ragazzi, ma comunità che interagisce con altre agenzie capaci di aiutare e sostenere il processo di crescita delle nuove generazioni, capace di operare in un contesto territoriale da conoscere e saper leggere per individuare i bisogni reali dei nostri ragazzi, da un lato, e per farlo amare e conoscere loro affinché possano svi- luppare identità e appartenenza. Per farlo occorre dare nuovi significati a parole o espressioni abbondantemente «ma- nomesse» e svuotate di senso o inflazionate, come ad esempio «fare rete», «concertazio- ne», ecc. Occorre quel «supplemento d’anima» che consenta di entrare veramente in dialogo con i nostri interlocutori, esercitando la capacità di metterci in discussione e in ascolto dell’al- tro; di andare, se occorre, controcorrente, di essere la coscienza scomoda di chi dimentica che il ben-essere dei nostri alunni, a partire dai più fragili e meno tutelati, è e deve rima- nere il centro di ogni nostra azione. Le nuove sfide educative, la fragilità del- l’istituzione famiglia, gli attuali scenari so- cioeconomici, le insidie delle nuove tecnolo- gie, gli effetti del relativismo etico e cultu- rale rappresentano certo degli ostacoli non sempre superabili sulla strada di intese fat- tive ed efficaci. Tuttavia è inimmaginabile, oggi, che la scuola o qualunque altra agenzia educativa si illuda di poter soddisfare da sola i bisogni formativi delle nuove generazioni. Non a caso i termini ricorrenti all’interno del nostro gruppo sono stati: «accordo di pro- gramma», «protocollo d’intesa», «ambito ter- ritoriale», «tavolo di concertazione», ecc. pa- role che da sole dicono tanto sul piano buro- cratico e formale, ma poco o niente sul piano dell’efficacia, a meno che non siano «sostan- ziate» da «ascolto», «cuore», «passione», «sfida», «motivazione», «sogno pedagogico», «responsabilità». Perché la scuola torni ad essere «faro», nelle piccole come nelle grandi comunità, occorrono tutti questi ingredienti, insieme alla capacità di coinvolgere e rendere parte- cipi tutti i soggetti che, a vario titolo e con differenti modalità possono contribuire alla formazione e alla crescita dei più giovani. In un quadro così complesso e variegato l’UCIIM deve essere, come direbbe Don Mila- ni, «per quanto può, profeta, scrutare i se- gni dei tempi, indovinare negli occhi dei ra- gazzi le cose belle che essi vedranno chiare domani e che noi oggi vediamo solo in con- fuso»; deve saper cogliere la crisi come op- portunità per favorire il discernimento, riaf- fermando la centralità dell’alunno come persona e realizzando quella sussidiarietà verticale e orizzontale che garantisca la promozione umana di tutti in una società capace di guardare all’essenza. Mi piace rappresentare l’UCIIM nella scuola oltre la crisi con le parole di Don To- nino Bello, ossia come «ala di riserva» ne- cessaria a coloro che, avendo solo un’ala, non potrebbero in nessun modo volare se non rimanendo abbracciati. 41 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2013
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