Gennaio-Febbraio-2013
II COMMISSIONE DIALOGO CON LA CHIESA Guglielmo Borgia, Marialuisa Furlan Durante la riflessione viene letto il con- tributo scritto fatto pervenire da Rosa Mon- teleone, Presidente Onoraria di Trapani. Il dialogo «con» la Chiesa Apprezziamo e concordiamo con quanto affermato nel Documento Congressuale pubblicato a pagg. 15-17 de La Scuola e l’Uomo del Marzo-Aprile 2012. Suscita tuttavia qualche perplessità il ti- tolo assegnato a quest’ambito dell’impegno dell’Unione, perché essa è un’associazione cattolica e pertanto non può non collocarsi all’interno della Chiesa, benché il suo impe- gno specifico sia di natura professionale e l’ambito in cui i soci esercitano il loro mini- stero sia la presenza nel mondo. « G. Nosengo ha concepito l’UCIIM come movimento ecclesiale », scrive Monteleone, e il Documento Congressuale asserisce: « L’UCIIM è un’associazione di natura eccle- siale ». Per questo motivo essa beneficia della presenza di consulenti ecclesiastici nominati dai Vescovi ed è presente a tutti i livelli negli organismi di partecipazione ec- clesiale quali le consulte delle aggregazioni laicali e di pastorale scolastica. Proponiamo perciò di definire quest’am- bito « Dialogo nella Chiesa », che meglio esprime l’appartenenza ecclesiale del- l’Unione salvaguardandone la soggettività e la specificità della missione. Infatti, in tal modo si evidenzia la pluralità di soggetti che costituiscono la comunità cristiana - le « molte membra » di 1Cor 12 -, tutti chiama- ti a stare in relazione tra loro. Di conse- guenza appare anche maggiormente eviden- te che in seno alla Chiesa vi è una moltepli- cità di realtà con le quali l’UCIIM è invitata a rapportarsi, con una conseguente diffe- renziazione delle modalità con cui si realiz- za il dialogo. L’apporto specifico dell’UCIIM al dialogo ecclesiale Come ogni dialogo, anche quello nella comunità cristiana, è fecondo se chi vi par- tecipa contribuisce con tutta la ricchezza che gli viene dalla propria identità e com- petenza. In quanto associazione professio- nale di docenti, dirigenti scolastici e forma- tori, sentiamo la responsabilità di essere maggiormente presenti nella riflessione del- le nostre comunità cristiane recando l’ap- porto specifico della nostra competenza educativa e formativa. Ogni giorno nell’attività professionale sia- mo chiamati a vivere il nostro battesimo ani- mando la scuola « perché diventi una comuni- tà accogliente e produttiva di competenza e di umanità per tutti », come recita la Pre- ghiera a Gesù Maestro. Viviamo quotidiana- mente la responsabilità di incarnare il Vange- lo nell’azione didattica, nella mediazione culturale, nella relazione educativa coi nostri allievi, nel rapporto coi loro genitori e coi no- stri colleghi. La scuola, inoltre, ci offre un osservatorio privilegiato sulla realtà giovani- le, sui germogli della società di domani, e uno spaccato significativo del mondo di oggi, che possiamo leggere ed interpretare con gli strumenti offertici dalla nostra formazione culturale. Tutto questo ci impegna a dare un apporto maggiore di riflessione e di propositi- vità nei luoghi in cui la Chiesa si interroga sul mondo di oggi e sugli orientamenti pastorali. Non è sufficiente essere fisicamente presenti negli organismi di partecipazione ecclesiale; sentiamo l’urgenza di intervenire in essi vi- vendo fino in fondo la corresponsabilità chie- sta ai laici dal Concilio. Nel decennio corrente, in cui l’educazione è un tema centrale degli Orientamenti Pasto- rali della Chiesa in Italia, non possiamo far mancare a nessun livello ecclesiale – diocesa- 39 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2013
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=