Gennaio-Febbraio-2013
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2013 2 epoca ha avuto la sua crisi , la sua rottura con l’ordinario sociale. Ricordiamo l’irre- quietezza degli anni ’60 con i capelloni e le minigonne, la beat generation e la nuova fi- losofia di vita basata sulla ricerca della li- bertà, gli hippy degli anni ’70 con il movi- mento femminista e la recessione, i punk e i gruppi della cultura urbana giovanile degli anni ’80 con i paninari e le prime TV priva- te, la società tecnologica con la telefonia mobile degli anni ’90 e quella del 2000 con la rivoluzione telematica ed internet che si sono da subito configurate come forte «rot- tura» dal passato e dall’ordinario. Tutto ciò accompagnato da forti movi- menti di pensiero: l’esistenzialismo, il per- sonalismo, il marxismo. Fino all’oggi. Fino alle complesse dinamiche sociali di un «antropologismo» annidato nella cultura dominante dell’apparire e non dell’essere. Crisi sociale e crisi politica In questi nostri giorni incerti a farla da padroni sono arrivati lo strapotere finanzia- rio, il rischio della distruzione dello stato sociale con la conseguente assenza di soli- darietà e di uguaglianza. L’odierna impe- tuosa crisi della politica è accompagnata da un’ostile diffidenza verso i partiti: siamo ben lontani dalla iperpoliticizzazione degli anni post bellici caratterizzati dall’euforia per la scoperta dei valori democratici! Ancora non riusciamo a rialzarci da «Mani pulite», da «Tangentopoli» e dalla fine della «prima repubblica», ancora, e più di ieri, i partiti sono delegittimati agli occhi dei cittadini e la confusio- ne delle identità partitiche ge- nera sfiducia e allontanamento. Non ne usciremo fino a quan- do si tenterà di «catturare l’elettorato» e di «imbellettare» la realtà, millantando per nuovo e diverso ciò che è superato e non adatto alle esigenze della società del terzo millennio. Rendiamoci conto che il si- stema sociale non può essere centrato esclusivamente sulla politica , che la politica deve al- lontanare la tentazione di pen- sare al presente senza capacità di orientare verso il futuro, che gli viene affidato dalla democrazia stessa. Il primo posto nell’agenda dei governi deve essere attribuito alla strutturazione di uno stato sociale equo , alla rinuncia dei privilegi ma tutto assumerebbe un carattere di transitorietà se non si mettesse mano prioritariamente alla costruzione di una scuola nuova. La scuola è da sempre la cartina di tor- nasole del modello di società che si vuole formare, lo specchio della cittadinanza che si vuole educare, l’emblema degli ideali che si perseguono. Una scuola nuova per una società nuova Non basta, quindi, cercare un nuovo ti- po di economia, occorre cercare un nuovo tipo di società . Già nell’anno 1971 Papa Paolo VI, nella Lettera apostolica «Octogesi- ma adveniens» scriveva «Occorre collocare i problemi sociali posti dall’economia moder- na - condizioni umane di produzione, equi- E d i t o r i a l e
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