Gennaio-Febbraio-2013
La grande rinuncia di Benedetto XVI «Non solum propter tres canonizationes ad hoc Consistorium vos convocavi, sed etiam ut vobis decisionem magni momenti pro Ecclesiae vita communicem…». La Declaratio del Santo Padre Benedet- to XVI sulla sua rinuncia al Ministero di Ve- scovo di Roma e Successore di San Pietro, pronunciata durante il Concistoro Ordinario Pubblico dell’11 febbraio scorso, ha lasciato esterrefatti, increduli, sgomenti e confusi ma ammirati per questo PAPA CORAGGIO , coerente e sincero, umile. Benedetto XVI ha saputo gestire per tut- to il Suo pontificato e fino a quest’ultimo atto con mano dolcemente ferma, con riser- bo e chiarezza, bandendo divisioni e lacera- zioni, le difficoltà di anni veramente com- plessi. Papa Ratzinger, netto e chiaro nell’indi- care l’obiettivo primo per l’uomo - scegliere fra l’Io e Dio, fra il potere e Dio - lo scorso 21 dicembre, con il discorso pronunciato al- la curia romana, ha ripreso il tema del dia- logo indicandolo come via da percorrere . In dialogo per il bene comune Il dialogo, essenza della comunicazione fra tutte le forze vive della società, è stra- da maestra connotata da implicanze morali quali il non mentire, il non imporre le pro- prie idee a tutti i costi, l’accogliere le opi- nioni altrui. Sulla strada del dialogo la per- sona si arricchisce, si mette in ascolto ed affina la capacità del «ben ascoltare». In dialogo si diventa bravi genitori, buoni figli, ottimi docenti, insostituibili compagni, cor- retti amministratori «della cosa pubblica», si vive in un clima di fiducia e di rispetto. «Un dialogo sincero è di fatto creatore di fraternità» (Populorum progressio – Lettera enciclica di Paolo VI). Il dialogo va vissuto come pratica sociale per la promozione del bene comune:… il be- ne di quel «noi tutti» dice Benedetto XVI nella lettera enciclica «Caritas in veritate». «Oltre la crisi: la scuola in dialogo» Credendo fermamente in questi principi l’UCIIM ha celebrato (Tivoli 6-9 dicembre 2012) il XXIV Congresso nazionale sul tema «Oltre la crisi: la scuola in dialogo» per analizzare e tentare di indicare possibili vie di uscita dalla pesante crisi che investe non solo l’economia ma anche la politica, la cul- tura, i valori. Di fatto si tratta di una crisi antropologica che fenomenologicamente colpisce le società dove il primato dell’io imperversa indisturbato, dove l’«essere ciò che non si è» si manifesta «nell’apparire». A tal proposito come non ricordare la «Gaudium et spes», una delle Costituzioni più note e più rilevanti del Concilio Vaticano II, emanata in un periodo in cui si andava strutturando la «società del consumismo» fra sviluppo economico e rafforzamento del- la democrazia! Dalla sua rilettura emerge quanto siano attuali le analisi sui mutamenti sociali e sugli squilibri del mondo contempo- raneo, le proposizioni per la dignità della persona, per il bene comune, per la giustizia sociale, per il superamento dell’etica indivi- dualista, per la promozione del progresso della cultura, l’importanza dello sviluppo economico e della comunità politica. È dalla luce di un così alto magistero che bisogna ricavare spiragli di salvezza per su- perare la crisi contemporanea. A ben guardare, la storia ci dice che ogni 1 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2013 E d i t o r i a l e Rosalba Candela, Presidente nazionale UCIIM LA CRISI CI AIUTERÀ A RITROVARE NOI STESSI
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