Gennaio-Febbraio-2013

Nulla o poco di più se pensiamo alle Deli- very unit istituite in alcune regioni ed ai se- minari nazionali sui punti chiave della Rifor- ma degli Istituti di istruzione di 2° grado, svolti più per il gusto di assecondare le esperienze innovative già in atto che per formare le migliaia di docenti che avrebbe- ro dovuto applicare quella riforma nelle lo- ro classi, e non isolatamente, ma lavorando collegialmente, con obiettivi, metodi e strumenti completamente nuovi. Pertanto, per assecondare gli studenti nelle loro giuste aspettative, per dare at- tuazione alle Riforme che sono leggi dello Stato, per rispondere alle insistenti pressio- ni della Comunità europea che ci chiede di migliorare la nostra Scuola, di renderla fun- zionale a preparare il Capitale umano alle sfide che attendono gli Stati membri sulla Innovazione e Internazionalizzazione e sulle quali si misurerà la competitività ed il pro- gresso di ciascun Paese, occorre un ripensa- mento globale della formazione iniziale ed in servizio del corpo docente della nostra scuola pubblica. Al riguardo, ho in mente un programma che parte dall’accoglimento delle richieste degli studenti, che considero il cuore della scuola, e che avrebbe bisogno di tempi di- stesi di attuazione per poter davvero cam- biare il sistema; esso si può sintetizzare in tre filoni fondamentali: 1) un piano di edilizia scolastica nuova e sicura che, nell’utilizzo ottimale di tutte le risorse disponibili, tecnologiche, alternati- ve, rinnovabili, riesca a far crescere, svilup- pare e tutelare l’energia più preziosa di cui disponiamo che è «l’intelligenza dei nostri ragazzi»; 2) revisione di tutto il sistema di forma- zione iniziale dei docenti, e obbligatorietà della formazione in servizio specie in prepa- razione di riforme ordinamentali e metodo- logico-didattiche. Introduzione di carriere differenziate nella unitarietà della funzione docente; 3) dotazione a ciascuna autonomia scola- stica di un cruscotto di rilevazione degli in- dicatori di efficacia, ef- ficienza ed equità del servizio attraverso un Servizio nazionale di valutazione come quel- lo delineato nel D.P.R. di prossima emanazio- ne. Nel documento dei giovani, quello che mi ha più colpito, è stato di chiedere una scuola matura che sappia an- dare oltre, oltre le co- noscenze e le compe- tenze pur indispensabili per accedere al mondo del lavoro, e che in col- laborazione con le fa- miglie e le altre istitu- zioni, si prenda cura dello sviluppo della lo- ro coscienza critica, coinvolgendoli anche su temi che esulano dai curricoli ma che at- traversano la loro vita, inducendoli a porsi domande. Chiedono che la Scuola rimetta al centro l’UOMO, come Valore assoluto e finale di tutti processi e di tutti cambiamenti, per potere essi stessi diventarne garanti nella società futura. Chiedono una Scuola che sia»finestra aperta sul mondo», un luogo di solidarietà tra generazioni, capace di contrastare il di- sastro antropologico che sta consumando l’uomo, riaffermando l’etica della consape- volezza e della responsabilità. 37 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2013

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