Gennaio-Febbraio-2013
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2013 26 visione di vita individualista e consumistica al suo opposto), ma va fatto, sapendo bene che ci vorrà molto tempo e che un muta- mento repentino e non interiorizzato po- trebbe, a sua volta, essere mutuato da una qualsiasi ideologia miraggio che possa appa- rire all’orizzonte. A questo compito dovreb- be essere preposta la scuola dell’obbligo. Conclusione Il mondo oscilla tra la mondializzazione liberale (in parte responsabile della crisi fi- nanziaria mondiale) e due minacce sempre più verosimili: il protezionismo e la globa- lizzazione sociale (che estende alle società dei Paesi avanzati le relazioni industriali e le condizioni di lavoro dei paesi emergenti). Il problema dei giovani, balzato all’onore delle cronache, riflette lo svelamento di an- ni in cui la politica ha concesso all’apparen- za, alla condiscendenza, all’indebitamento di cui nessuna parte politica continua a vo- lersi fare carico. Alla fine del ciclo di for- mazione terziaria, i laureati sono in fuga. In Italia 74 laureati su 100 sono i primi della loro famiglia a raggiungere questo traguar- do e dicono che lo sforzo fatto da loro e dai loro genitori non è servito a niente. Al tem- po dell’alfabetizzazione del Paese, la fami- glia era ancora tributaria della scuola, ora la relazione tende a invertirsi perché spesso la famiglia è più avanzata della scuola, le imprese più avanzate dell’università e mol- te famiglie non iscrivono più i figli all’uni- versità. Il problema è aggravato dal fatto che sono in fuga dall’Italia anche i cervelli stranieri. Il nostro è un paese in parte pie- trificato e come tale destinato al declino: i giovani talenti sono sacrificati mentre pre- vale il familismo amorale. Non si tratta solo di combattere i fannulloni o le raccomanda- zioni truffaldine, la scuola e l’università de- vono premiare soprattutto l’eccellenza. Non c’è una questione genetica bensì antro- pologica che prospera nella debolezza isti- tuzionale. I giovani che hanno il coraggio di andare all’estero provano in mezzo a tante difficoltà, tipiche della migrazione, anche regole trasparenti e meccanismi di selezio- ne espliciti. Chi ha sostenuto per anni che la selezione favorisce le classi più abbienti si è assunto, al contrario, la responsabilità della cristallizzazione sociale attraverso le filiere cui si appartiene. Essere apprezzati per i propri meriti è un’esperienza inebrian- te e nuova, ha un effetto liberatorio soprat- tutto a livello culturale e psicologico. Sa- rebbe necessario un nuovo patto tra genera- zioni non limitato solo ai rapporti famigliari ma che si allarghi alla società nel suo com- plesso. Alla domanda: cosa ti fa star bene con te stesso, la maggioranza privilegia la dimensione individuale rispetto a quella collettiva. Si salva solo la famiglia e la metà degli italiani individua il maggior benessere nelle ore passate in famiglia con i propri ca- ri. Ma se pensiamo solo ai nostri figli, l’uni- ca via per i meritevoli è l’emigrazione. Uno dei mali del nostro paese è lo scarto tra la grande solidarietà all’interno della famiglia e la scarsa responsabilità per la cosa pubbli- ca, comune. Colmare questo scarto è il luo- go vero dell’azione politica. L’introduzione dell’etica non consiste nella diminuzione del danno bensì nell’individuazione di un nuovo processo. Su questi problemi che do- vrebbero essere interiorizzati e motivare in primis i docenti al cambiamento, dobbiamo porre il nostro impegno, la nostra intelli- genza, il nostro cuore. Per semplificare i vostri contributi alle ru- briche offriamo il modello di format a cui attenersi. FORMAT per articolo della rubrica «VITA DELL’UNIONE» Dati identificativi della sezione; evento rea- lizzato, finalità, modalità di svolgimento...; partecipazione/i da segnalare; conclusione. Totale 2600 battute spazi inclusi FORMAT per articolo della rubrica «LO SCAFFALE» 2600 battute spazi inclusi FORMAT per articolo della rubrica «IN FAMIGLIA» evento: chi, cosa, quando, dove. 1300 battute al max
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