Gennaio-Febbraio-2013

RELAZIONE FINALE DEL PRESIDENTE NAZIONALE Giovanni Villarossa, Presidente nazionale UCIIM C ari Colleghi e Colleghe, gentili ospiti, benvenuti al XXIV Congresso nazionale dell’UCIIM. Il congresso è sempre un momento parti- colarmente importante nella vita di un sog- getto democratico, come lo è l’UCIIM, ed in qualche modo è sempre dentro un percorso. In questa circostanza più che una relazio- ne da parte mia, contano le relazioni, il con- fronto, il guardarsi in faccia, certamente per incontrarci ancora, ma principalmente per sapere dove siamo e dove vogliamo andare. Un grazie va a tutti coloro che hanno col- laborato e risposto alle sollecitazioni della sede nazionale, dalla più lontana e più pic- cola sezione, per costruire il nostro percor- so, e a tutti coloro che hanno garantito sempre suggerimenti generosi, nel periodo storico che stiamo vivendo, ricco di com- plessità culturali e civili, oltre che di vicen- de materiali ed economiche molto intense, che lo caratterizzano fino al limite della drammaticità. Lo schema più rappresentati- vo di questo periodo è quello di un tempo marcato da instabilità politica, da incertez- ze economiche e da forme evidenti di impo- verimento sociale e culturale. Da qui nasce l’immagine di una società «sotto assedio», che l’UCIIM abita con il ca- rico del travaglio della propria storia più identitaria: — l’UCIIM protagonista della politica scola- stica da circa settant’anni, — l’UCIIM delle tre grandi fedeltà, come ha voluto il suo fondatore Gesualdo Nosengo, alla Persona umana, alla Chiesa, alla Scuola, — l’UCIIM presente e attiva nel nuovo mil- lennio dal futuro ancora incerto. L’UCIIM conferma, proprio in relazione a questa sua identità di storia e di processo, l’impegno a continuare a porsi come Movi- mento nella e per la Scuola e come Associa- zione di formazione radicata nelle scuole, do- tata di una natura peculiare ed inconfondibi- le, che intreccia il suo destino con l’intera co- munità educante, che attualmente vive con- dizioni di disorientamento e di transizione. Siamo, infatti, in una fase di passaggio, lunga, importante, impegnativa, faticosa, che interessa persone, istituzioni, contesti socio-economici e politici; è una fase di cri- si profonda, aperta ad un futuro per molti aspetti ancora indecifrabile, tutto da esplo- rare come persone e come comunità, in una dimensione nella quale dobbiamo continua- re ad impegnare il meglio di noi, i riferi- menti essenziali a valori condivisi, ribaditi, riproposti. Da qui abbiamo cominciato a dedurre un tracciato culturale, professionale e organiz- zativo da continuare a lanciare in progress . Dobbiamo, infatti, continuare a batterci per soluzioni che favoriscano lo sviluppo delle risorse di ciascun alunno attraverso il potenziamento dei grandi valori della liber- tà e della giustizia, in chiave di solidarietà e di cooperazione. È necessario considerare ed approfondire le proposte socio-educative emergenti, che si differenziano dalle nostre idee, al fine di formulare e/o ribadire proposte alternative valide o sintesi dialogiche. Il nostro impegno non può rimanere ri- piegato sul passato né proiettato unicamen- te sul futuro. Bisogna raccordare passato e futuro attraverso un attivo presente, capa- ce di sostenere sia un significativo processo di apprendimento che un armonico sviluppo delle capacità critiche, entrambi necessari nella società della conoscenza. L’azione educativa deve creare le condi- zioni affinché l’acquisizione di nuove cono- scenze sostenga il cammino attraverso una società nuova, che, a sua volta, deve essere aiutata ed illuminata nell’avvalersi delle 9 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2013

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