Gennaio-Febbraio-2012
7 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2012 M ARIO S TURZO : UN VESCOVO EDUCATORE M ons. Mario Sturzo (1861-1941) è stato una figura poliedrica di ve- scovo, educatore, filosofo, peda- gogista, poeta, maestro di spiritualità, uomo di profonda cultura, radicato nella tradizione ecclesiale ma anche aperto al dialogo con la società contemporanea. Prima da prete a Caltagirone e poi da vescovo a Piazza Arme- rina conside- rò primario il tema del- l’educazione per la forma- zione delle persone con cui entrò in contatto. Un tratto tipico della sua spi- ritualità fu la sua ansia per la conversio- ne delle ani- me, che si tradusse in un attivismo apostolico animato dalla carità pastorale. Egli concepì il suo ministero come esercizio di un compito di educazione alla fede che portasse alla santità. Egli fu un educatore nel suo ministero sacerdotale a Caltagirone sia come inse- gnante, prefetto degli studi e rettore del Se- minario sia come collaboratore del fratello minore Luigi fondatore del periodico «La Croce di Costantino» nella quale Mario, per educare il popolo all’impegno sociale, pub- blicò alcuni romanzi di carattere moralistico – popolare e di impronta psico – sociologica e diversi bozzetti. I due fratelli ritennero che il compito più importante della loro prima attività pastora- le fosse quello di insistere sulla formazione spirituale, culturale e pastorale del clero e sull’educazione religiosa e civile del popolo incoraggiando i laici ad impegnarsi nell’Azio- ne Cattolica. Il rinnovamento della società auspicato da Mario Sturzo esigeva una nuo- va formazione di coscienze: questo era il compito non solo dei sacerdoti ma anche dei laici chiamati ad «assegnare un posto segnalato alla cultura non solo religiosa, ma anche civile e sociale» Scriveva in una lette- ra pastorale: «I sacerdoti in modo speciale e i buoni laici ai quali Dio concede la grazia di questo apostolato, nella esuberante carità del loro cuore, sapranno trovare e moltipli- care i mezzi di cultura e formazione della mente e del cuore». Mons. Sturzo, al suo arrivo in diocesi, si impegnò innanzitutto per l’educazione dei futuri sacerdoti. Ebbe chiara la situazione in cui versava il Seminario: vide la gravità del problema e prese provvedimenti. La situa- zione del seminario di Piazza Armerina vie- ne descritta in una relazione che il visitatore apostolico mons. Carlo Giuseppe Cecchini scrive al papa Pio X il 19 agosto 1907, in cui si legge: Monsignor Sturzo trovò il semina- rio in uno stato di sfacelo e, più che nell’or- dine materiale-economico, nell’ordine mo- rale. [Egli] sin dal primo giorno del suo ve- scovato pensò a rialzare le sorti del semina- rio nello spirito, negli studi, nella morale. Fece anzitutto un repulisti nel corpo dei chierici, licenziò professori affatto inetti, Mons Michele Pennisi, Vescovo di Piazza Armerina, Segretario della Commissione Episcopale della CEI per l’Educazione cattolica, la Scuola e L’Università
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