Gennaio-Febbraio-2012
38 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2012 I NSEGNARE AI GIOVANI A « FILOSOFARE » I nsegnare ai giovani a «filosofare» signifi- ca educare a pensare, quindi a porsi co- me soggetto attivo e critico nei confronti della realtà, valorizzando il patrimonio di esperienze e riflessioni maturato nei secoli, sempre consapevoli di essere «nani sulle spalle di giganti». Il contesto in cui tale insegnamento si in- serisce stimola un approfondimento e una rinnovata presa di coscienza del logos e della sua capacità di farsi dialogos , quindi anche di entrare in comunicazio- ne con istanze e sensibilità diver- se. La filosofia richiede lo sfor- zo dell’astrazio- ne concettuale e il ragionamen- to, come con- nessione logica di giudizi. È chiamata, quin- di, a rispondere alla sfida di una interazione frut- tuosa con un cli- ma culturale in- centrato sul lin- guaggio delle immagini e dello slogan pub- blicitario a tutti i livelli. Si tratta di un lin- guaggio paratattico e non sintattico, «a re- te» e non concettuale, frammentato e di- spersivo, che fa appello all’emozione e non alla riflessione, proiezione di un cosmos , l’universo ordinato, di cui parlano i greci, che lascia il posto a un pluriverso frammen- tato e slegato, che la ragione non riesce a ordinare e di cui fatica a dare un senso. Il logos , allora, senza perdere il suo rigo- re argomentativo, deve tornare a pensare l’emozione, l’affettività, il sentimento e a parlare ad essi, colmando una frattura ere- ditata dall’epo- ca moderna: in tal modo l’inse- gnamento della filosofia «con- tribuisce diret- tamente a porre la domanda cir- ca il senso della vita e ad abboz- zarne la rispo- sta» ( Fides et Ratio , n. 3), coinvolgendo la persona umana nella sua inte- gralità. Il sentire co- mune, soprat- tutto a livello giovanile, si ca- ratterizza, poi, per una visione della realtà esclusivamente come dato empirico, per cui l’unica vera conoscenza sembra data dalla metodologia tecnico-scientifica. La ragione è vista spesso solo come strumento descrit- tivo dei fenomeni sensoriali. La domanda Luigi Baldi, Socio della sezione UCIIM di Genova
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