Gennaio-Febbraio-2012

29 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2012 P ENSARE AL RISCHIO : LA SCUOLA E I NEWMEDIA Pro-vocazione iniziale La scuola di oggi, in virtù dell’autonomia progettuale e organizzativa di cui gode, non può limitarsi ad accogliere e a valorizzare le innovazioni offerte dal sistema della infor- mation technology e dei global media - con buona pace di Roberto Maragliano, che nel sottolineare il ribaltamento della modalità classica di trasmissione del sapere, ossia le radicali novità introdotte dall’approccio mul- timediale allo studio delle discipline, non ha esitato ad auspicare il «rimbabinirsi» degli insegnanti (1), cioè la condivisione dei lin- guaggi e delle esperienze maturati dai nativi del mondo digitale o dalla Screen genera- tion di cui parla Pier Cesare Rivoltella (2). Poiché «ogni innovazione – come affer- ma Paul Virilio - implica il suo malfunziona- mento» (3), la scuola di oggi, in altri termi- ni, deve comprendere e valutare i rischi connessi all’uso dei nuovi media, più che all’abuso e alle conseguenti patologie. Malgrado si tratti di rischi ampiamente documentati fin dagli anni settanta del seco- lo scorso, le dimensioni e la velocità dei mu- tamenti in atto impongono un grado di vigi- lanza e di attenzione che non ammette ri- serve, ripieghi, sotterfugi, comode abitudini o cedimenti alla moda, né a favore degli in- tegrati, né degli apocalittici, come si direbbe in sintonia con il titolo del famoso saggio con cui Umberto Eco, molto prima dell’av- vento di Internet, metteva a nudo l’ideolo- gia aristocratica dei critici dei mass media e la sua speculare e interessata negazione. I responsabili dell’atto educativo, sia a li- vello centrale che periferico, nel rispetto dei ruoli e delle competenze disciplinari, ma anche al di là di queste, o contro la marcata tendenza alla parcellizzazione dei saperi e delle relative responsabilità, sono dunque tenuti a pensare «sempre di nuovo» ( immer wieder ) non soltanto strategie e piani, pro- grammi e obiettivi, pratiche e percorsi, ordi- namenti e organizzazione del mondo scola- stico e delle agenzie ad esso più o meno ri- conducibili o parallele. Essi, ancora più o ancora meglio, sono tenuti a pensare «sempre di nuovo», se non soprattutto, e con rinnovato impegno, le conseguenze dei mutamenti, ovvero gli scenari nell’ambito dei quali si delinea e si determina l’insieme delle condizioni o delle possibilità che rendono l’atto educativo, in ogni sua forma e nei vari contesti del suo sviluppo, un atto di per sé problematico, ri- flessivo e consapevole. Questo sia pure en- tro i limiti di strutture concettuali e di para- digmi epistemici che comunque, invece di ridurre o attenuare la responsabilità di quell’atto, magari in ossequio alla equiva- lenza socratica tra virtù e sapere , pro-voca- no un grado di vigilanza tanto impegnativo Enzo Vicari, Responsabile provinciale della formazione, UCIIM Enna (1) Cfr. http://www.mediamente.rai.it/home/bibliote/intervis/m/maragl03.htm (2) Cfr. P IER C ESARE R IVOLTELLA , Screen generation. Gli adolescenti e le prospettive dell’educazione nell’età dei media digitali , Vita e Pensiero, Milano, 2006. (3) Scrive a questo proposito Paul Virilio: «Le nuove tecnologie, come tutte le tecnologie, introducono un incidente specifico: inventando il treno si è inventato il deragliamento, inventando l’aereo si è inventato lo schianto al suolo, […] ecc. Per ora, tuttavia, non riusciamo ancora a percepire con chiarezza quale sarà l’incidente specifico delle nuove tecnologie e della realtà virtuale». (in S. G ARASSINI , Dizionario dei New Media , Raffaello Cortina Editore, Milano 1999, p. 322).

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