Gennaio-Febbraio-2012
20 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2012 all’opera per predisporre tutta una serie di provvedimenti volti ad alleggerire le proce- dure farraginose e a rendere funzionale la scuola. Purtroppo, come spesso accadeva allora, il secondo governo Andreotti ebbe breve vita e l’on. Scalfaro lasciò incompiuti i compiti che aveva in programma e che ave- va messo in cantiere. L’UCIIM ricorda ancora la calorosa acco- glienza quando al Palazzo del Quirinale la mattina del 17 novembre 1992, durante i la- vori del XVIII Congresso Nazionale, l’allora Capo dello Stato incontrò una delegazione dei partecipanti al Congresso. In quell’occa- sione l’UCIIM, attraverso l’indirizzo di salu- to, rivolto dalla storica Presidente, prof. Ce- sarina Checcacci, volle attestare al Presi- dente Scalfaro la più viva ammirazione e sti- ma per il generoso impegno con cui, in più circostanze, era intervenuto a favore del- l’educazione scolastica. Il Presidente rispose all’indirizzo con parole augurali che esorta- vano all’ottimismo e all’avere fede nella missione a cui ogni docente è chiamato. «Siate ottimisti. C’è molto più bene che ma- le nel mondo. Insegnare è difficile, perché occorre una vocazione che dia la forza di sperare e di andare avanti anche quando non si vedono i risultati: credo di capire che cosa voglia dire il continuare a seminare senza vedere, a volte, spuntare un filo d’er- ba. E allora, il mio augurio è questo (un au- gurio che in voi è già realtà): di credere ad ogni costo nel vostro compito, con l’aiuto di Colui che solo è il Maestro». Tra il Presidente Scalfaro e la prof Chec- cacci intercorrevano rapporti di vicendevole stima: più volte l’ha consultata per chiedere pareri su delicate questioni di politica scola- stica. Egli stesso, durante l’udienza del 17 novembre, così si espres- se: «A Cesari- na Checcacci devo ancora un ringrazia- mento per la sua affettuo- sa presenza in quell’anno in cui sono stato al Ministero della P.I., Mi- nistero nel quale, all’epo- ca, converge- vano tutti i problemi che ora, almeno in parte, sono suddivisi in altri Dicasteri. La sua presenza, quando veniva a trovarmi, era una parentesi di serenità della quale, ancor oggi, conservo un vivo ricordo». La scomparsa del sen. Oscar Luigi Scalfa- ro lascia un vuoto carico di rimpianto ma la certezza che la sua luminosa testimonianza di vita è una eredità preziosa che dobbiamo conservare e coltivare. In particolare le gio- vani generazioni devono far tesoro di tale eredità per continuare a scrivere la storia del nostro Paese.
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