Gennaio-Febbraio-2012
17 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2012 biano le loro idee di fondo ad ogni stagione, né ad ogni stormir di convenienza. L’appuntamento a un Ministro chiesto da un Presidente della Repubblica Nell’ora e un quarto del colloquio che il Presidente mi concesse, si parlò anche dell’ARDeP, l’associazione per la riduzione del debito pubblico, alla quale egli aveva mandato un telegramma bellissimo, nel momento della sua costituzione ufficiale in Campidoglio, nel 1994. «Presidente - gli ho detto - noi abbiamo cominciato col volonta- riato fiscale nel 1992, quando l’Italia rischia- va la bancarotta, perché volevamo dimo- strare che il cittadino ha la possibilità di di- fendere il suo Paese da un male che i più tardavano a riconoscere. Ora, con l’ingresso dell’Italia nell’euro, l’Associazione può rite- nersi giunta al capolinea». Gli illustrai le proposte che avevamo fatto al Presidente del Consiglio Prodi per la riduzione del de- bito e per l’ingresso in Europa: proposte che il Governo avrebbe poi in parte adotta- to. Scalfaro rimase perplesso e s’impegnò a farmi ricevere dall’allora ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi. Cosa che poi avvenne con una telefonata a casa mia, ricevuta da Bona, con cui le comunicava l’orario dell’appuntamento propiziato, per me e per Paolo Mazzanti, allora vice presidente ARDeP. Quando uscì il volume «La tunica e il mantello», nel 2003, andam- mo col prof. Peppino Serio, socio UCIIM e ARDeP, a Pa- lazzo Giustiniani, dove Scal- faro ci ricevette nel suo stu- dio di senatore a vita. Anche questo fu un colloquio indi- menticabile, in cui ebbe mo- do di entusiasmarsi per la Costituzione, in particolare per l’art. 11. Dall’ospedale al Quirinale Ricordo altre due telefonate fattemi dal Quirinale. Mentre stavo andando a Melfi per un incontro sulla scuola, mi giunse una telefonata con cui il Presidente mi chiedeva di portare il suo messaggio a un’assemblea giovanile, che si sarebbe riunita a Napoli, nell’ambito della Veglia internazionale dei piccoli della Terra, contro la droga. Fui lieto di accettare: il 24 giugno 1995 portai a quei giovani, con le mie riflessioni, il messaggio presidenziale. Erano presenti il dottor Gen- naro Fenizia, allora provveditore di Napoli, e il padre Bruno Hussar, fondatore di Nevè Shalom, una scuola sorta nei pressi di Geru- salemme, dove studiano insieme giovani ebrei, cristiani e musulmani. L’ultima telefonata di quel periodo mi raggiunse in ospedale, dov’ero ricoverato per problemi cardiaci, nel 1998. Erano ap- pena giunti intorno al mio letto il primario prof. Marigliano e uno stuolo di specializ- zandi, quando il mio telefonino squillò. Ero in difficoltà a rispondere, mentre quelli si aspettavano che lo spegnessi, ma non pote- vo dire al Segretario generale del Quirinale: «Mi telefoni più tardi». Facendo segni di supplica al primario, accettai quel colloquio,
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