Gennaio-Febbraio-2012
15 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2012 O SCAR L UIGI S CALFARO , SFOGLIANDO L ’« ALBUM DI FAMIGLIA » R ifletto sul vuoto che ha lasciato nel Paese e nella mia vita l’annuncio del- la morte di Scalfaro, avvenuta il 29 gennaio scorso, a 93 anni di vita. Lo abbia- mo visto, ascoltato, applaudito l’ultima vol- ta in occasione del convegno organizzato dall’UCIIM e dall’AIMC nell’aprile 2011 su «150 anni di scuola italiana per l’Unità». Ci ha lasciati con questa certezza: «Verrà gior- no che l’Italia sarà più capace di dirvi grazie, verrà quel giorno. Non lo dubito in modo assoluto. Auguri». Abbiamo visto in lui il «padre costituente», il ministro per la pub- blica istruzione (ricordo che a lui risalgono la prima circolare sulla lotta alla droga, l’isti- tuzione di un apposito Ufficio al Ministero e una circolare sulle assemblee studentesche e sui rapporti scuola-famiglia), il presidente della Repubblica, ma anche l’uomo che per settant’anni della sua vita pubblica ha sapu- to fare una sintesi credibile fra la vita perso- nale, familiare, professionale, associativa, politica, istituzionale anche ai più alti livelli, senza aver mai pagato «prezzi politici» per gli incarichi ricoperti. Polemiche giornalistiche Gli storici e i politici militanti stanno co- minciando a ricostruire, anche con toni po- lemici, una biografia che percorre quasi tut- ta la storia del secolo scorso. Fin da ragazzo e per tutta la vita Scalfaro, figlio di padre ca- labrese e di madre piemontese, fu impe- gnato nell’Azione Cattolica: ne portò sem- pre il distintivo, ma da presidente della Re- pubblica non baciò mai l’anello al Papa. In- dubbiamente c’è stata un’evoluzione nei suoi orientamenti politici: dalla destra anti- comunista al sostegno alla sinistra demo- cratica. Non è stato arroccato su posizioni difensive, ma la sua evoluzione ha tenuto conto delle condizioni storiche e sociali in cui incarnare i principi e i valori del suo cat- tolicesimo illuminato e coerente. I giornali ricordano lo schiaffo dato ad una signora scollata, ma è un’invenzione giornalistica; il famoso «Io non ci sto», a proposito dell’ac- cusa rivoltagli per l’uso dei fondi ricevuti da lui in qualità di ministro dell’Interno (fondi che non dovevano entrare nel bilancio, per norma di legge, dato che dovevano servire per esempio per i pentiti di mafia: la denun- cia fu poi archiviata nel 2001). È stato accusato di non avere rispettato la volontà popolare, per non avere sciolto le Camere dopo la crisi del primo governo Berlusconi: in realtà lui, difensore del Parla- mento, prese atto di una maggioranza esi- stente e diede l’incarico «tecnico» a Dini, già ministro del Tesoro di Berlusconi, per- ché si calmassero le acque agitate da recen- ti elezioni e si garantisse al Paese una tem- Luciano Corradini, Presidente emerito UCIIM
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=