Gennaio-Febbraio-2012

14 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2012 scelto di seguire il modello francese, secon- do la legislazione scolastica napoleonica, di accentramento statale. «Mancano i mezzi per la scuola libera, perché l’Italia è povera! È vero: ma se gli in- dustriali italiani, invece di buttare il denaro sussidiando giornali politici (che servono male i loro interessi e peggio gli interessi del paese) fossero spinti dallo spirito di li- bertà a fondare e a sussidiare scuole; se il fisco adottasse il sistema americano per cui le donazioni a scuole e ad istituti di benefi- cenza venissero detratte dal netto tassabile annuale… l’Italia gareggerebbe con gli altri paesi civili e liberi… Bisogna scegliere o la li- bertà con tutti i suoi inconvenienti ovvero lo statalismo con tutte le sue oppressività» ( Politica di questi anni (1950-’51), in Ope- ra.omnia XII, Zanichelli, Bologna 1965, pp. 50-51). Sturzo precorre l’autonomia scola- stica attuale (ma quella vera!) e propugna la libertà d’insegnamento. È certo che le basi del pensiero e di tutta l’opera di L. Sturzo non sono solo politiche, ma hanno un fondamento religioso, teologi- co e filosofico; si sono voluti cercare dei col- legamenti con il pensiero e l’opera pedagogi- ca del Rosmini, che certamente ci sono, rite- niamo invece che siano già maturi i tempi per una svolta storiografica imprescindibile: non si può capire a fondo l’opera di Luigi senza l’opera dell’altro. Luigi legge e medita le opere del fratello, è il più profondo cono- scitore del pensiero filosofico: il Neo-sinteti- smo , che ha tante affinità con il sintetismo del Rosmini, e all’estero se ne fa un abile di- vulgatore; sottolinea l’originalità di quel si- stema che si oppone all’ analiticismo preva- lente della filosofia contemporanea, ma assi- mila anche la profonda spiritualità delle ope- re pedagogiche ed educative del fratello. Se si studiano il pensiero e l’opera dei fratelli Mario e Luigi Sturzo in modo interdi- pendente e dialettico, veramente si scopre che essi hanno costruito un progetto di rin- novamento culturale integrato, per una scuola popolare , base di una vera democra- zia , valido anche per affrontare la nostra crisi attuale. Le opere filosofiche, pedagogiche ed eccle- siali del Vescovo Sturzo: fonte di ispira- zione anche per il fratello Luigi Luigi Sturzo ricordava spesso che i pro- blemi educativi e scolastici erano stati sem- pre prevalenti tra i suoi interessi; non per nulla, egli aggiungeva, aveva insegnato per ben dodici anni nel seminario di Piazza Ar- merina, dove era vescovo il fratello Mario, di dieci anni più grande di lui, e proprio allo- ra aveva condotto le prime battaglie per la libertà della scuola. Per tutta la vita del vescovo e cioè fino al 1941, il rapporto spirituale e culturale fra i due è stato intenso e fecondo: nulla Luigi scri- veva e operava, che il fratello non sapesse; si amavano intensamente, si stimavano, ma si criticavano, perché entrambi erano dotati di ricca e forte personalità: ne è una prova an- che la corrispondenza che tennero quasi gior- nalmente nel lungo periodo dell’esilio di don Luigi, più di duemila tra lettere e cartoline, ora cinque volumi pubblicati dal De Rosa. È da vedere come una così ricca produ- zione sia stata conosciuta, assimilata e poi creativamente condivisa e messa a frutto nel progetto socio-politico scolastico dal fratello Luigi: l’abbiamo fatto in parte, ma ci ripromettiamo di continuarlo per quanto ri- guarda gli aspetti più attuali delle proble- matiche educative e scolastiche, essendo i fratelli Sturzo autori utopici e quindi pro- spettici e, per molti aspetti, profetici . Qui ri- chiamiamo quanto abbiamo detto all’inizio distinguendo: attualità e contemporaneità ; per il primo aspetto, è chiaro che le opere e l’attività degli Sturzo vanno storicamente contestualizzate, mentre, per quanto ri- guarda il secondo aspetto essi possono ispi- rarci indicazioni ancora valide per i nostri gravi problemi educativi e scolastici.

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