Gennaio-Febbraio-2012

12 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2012 Legge Casati (1859), la legge Coppino (1877) con la quale l’istruzione religiosa non è più tra le materie obbligatorie, e al suo posto viene introdotta una nuova disciplina di mo- rale civile, riguardante i doveri dell’uomo e del cittadino. Viene pure abolita la figura del Direttore spirituale nelle scuole superiori: ginnasi, licei e istituti tecnici. Come si vede c’è una certa continuità an- tiecclesiale tra la Destra storica (1861-1876) e la Sinistra storica (Depretis: 1876-’87; Cri- spi: 1887-’96); a cui seguono i ministeri del Pelloux, Saracco, Zanardelli e Giolitti; duran- te il primo ministero giolittiano esplodono i Fasci siciliani (1892-’93, guidati dai socialisti De Felice-Giuffrida, Barbato, Garibaldi Bo- sco). Nel 1893 si verifica Lo scandalo della Banca Romana , di cui è colpevole il diretto- re Bernardo Tanlongo, tuttavia promosso senatore da Giolitti, però costretto a dimet- tersi. Nel maggio 1898 a Milano accade un episodio molto grave: le truppe del genera- le Bava Beccaris attaccano la folla con le ar- tiglierie, provocando un centinaio di morti e Umberto I decora il generale con la Gran croce dell’Ordine militare di Savoia per aver salvato la patria e la civiltà! Sotto gli altri ministeri del Giolitti (1903- 1914) viene compiuta una svolta importan- te con l’innalzamento dell’obbligo scolastico fino al dodicesimo anno, con la istituzione della V e VI classe elementare (Legge Orlan- do 1904), e con la legge Daneo-Credaro (1911), continua l’opera dell’accentramento statale. Resistenza e opposizione dei Cattolici. L’originalità di Luigi Sturzo e il suo progetto politico alternativo anche in campo scolastico È chiaro che i cattolici non possono segui- re gli indirizzi del nuovo Regno in campo scolastico, sia per il diritto prioritario che es- si attribuiscono al ruolo educativo della fa- miglia sia per l’importanza fondamentale che per loro riveste l’insegnamento della re- ligione nell’ambito delle materie scolastiche. «Sturzo introduce nel dibattito sulla scuola una linea che, pur ponendosi in chia- ra alternativa con quella scolastica allora prevalente, non aveva però più nulla della polemica antiistituzionale con cui, nelle bat- taglie dei Cattolici dell’Ottocento, la difesa delle autonomie si era spesso caratterizza- ta» ( Scuola e società nell’Italia unita , A cura di L. Pazzaglia e R. Sani, La Scuola, Brescia, 2001, 204-205). Tale atteggiamento è chia- ro nella linea dei principi da perseguire, ma anche capace di riconoscere quella parte di buono nell’apporto degli altri. Il fatto legislativo più notevole per allora (e non solo!) è la Riforma Gentile del 1923: in essa ci sono alcuni aspetti che realistica- mente sono da tenere in considerazione, date le innovazioni rispetto al passato, co- me: 1- l’introduzione dell’esame di stato; 2- la promozione della scuola privata, anche se sotto il controllo statale; 3- l’introduzio- ne dell’insegnamento della religione cattoli- ca nelle scuole elementari. Manca però l’istituzione di scuole pro- fessionali di cui specialmente nel Mezzo- giorno si sentiva l’esigenza; Sturzo, infatti, durante la sua pro-sindacatura, dal 1905 al ’20, aveva promosso alcune iniziative a fa- vore delle classi lavoratrici: la Scuola profes- sionale per la ceramica , l’ Istituto tecnico commerciale per la formazione dei quadri amministrativi e la Scuola pratica di Agricol- tura che aveva la funzione di modernizzare il settore agricolo calatino. Come si può vedere anche da Program- ma del PPI, il progetto di Sturzo è quello di una scuola popolare e professionale, contra- riamente a quella del Gentile, che mirava ad una scuola selettiva, elitaria, aristocratica: due filosofie dunque diverse, anzi opposte! Ma perché il Popolarismo sturziano e la conseguente rivoluzione educativa e scola- stica non si sono potute realizzare? La ra- gione sta nel fatto che, a partire dal 1923, e

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