Gennaio-Febbraio-2012
11 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2012 I L PROBLEMA EDUCATIVO E SCOLASTICO PER I FRATELLI S TURZO I n un periodo di grave crisi come il nostro, di «emergenza educativa»,come ormai si dice, riascoltare la voce e i consigli di Mae- stri credibili, ci sembra la strada più oppor- tuna per rinnovare il nostro impegno educativo. Autori, sulla cui opera bisogna ritornare a meditare, sono certamente i fratelli Luigi e Mario Sturzo; auspichiamo, anzi, che essi entrino nella scuola come classici: nella scuola si educa con i classici. C’è da chie- dersi allora quale sia il valore educativo dei classici. E prima anco- ra, quando un testo può dirsi un classico? Si dicono «classici» le opere di Autori si- gnificativi, portatori della tradizione, come valore e potenzialità che li rende sempre, più che «attuali», «contemporanei». E i due Sturzo ci sembra- no tali. Essi nascono a Caltagirone, in una fami- glia numerosa, di origine nobiliare e di forti sentimenti religiosi: Mario nasce il 1° no- vembre del 1861 e muore il 12 novembre del 1941, a Piazza Armerina, dove fu vesco- vo fin dal 1903, per 38 anni; mentre Luigi, fratello gemello della sorella Emanuela (Ne- lina) nasce il 26 novembre del 1871 e muo- re a Roma l’8 agosto del 1959. Il cardinale Camillo Ruini nell’ Editto per la causa di canonizzazione così ha scritto del servo di Dio, don Luigi Sturzo: «Uomo di Dio, dotato di grande ingegno e di iniziative eccezionali, di carattere forte e dalla volon- tà tenace, nella piena fedeltà al carisma sa- cerdotale, sempre obbediente alla Chiesa e al Sommo Pontefice, il servo di Dio seppe infondere nei cattolici italiani il senso del di- ritto-dovere della partecipazione alla cosa pubblica al servizio della verità e dei più de- boli, mediante l’applicazione della Dottrina sociale della Chiesa (Roma, 10/12/2001). E per quanto riguarda Mons. Mario Stur- zo, VII vescovo di Piazza Armerina, ricordia- mo che Paolo VI nutriva grande ammirazio- ne, tanto che lo definì «un vescovo d’ecce- zione». Si tratta infatti di una poliedrica fi- gura, di filosofo, autore del Neo-sintetismo , letterato, poeta, scrittore di pedagogia, di ascetica, di mistica, ma soprattutto grande pastore di anime: si vedano tra le altre sue opere (una trentina) le raccolte delle subli- mi Lettere Pastorali: «Alla scuola di Gesù» (dal 1939 al 1941), (che ci ricordano: «L’arte educativa di Gesù Maestro» di Gesualdo Nosengo) e «Per la vita interiore», del 1940, oltre alle altre che citeremo in seguito. Il problema scolastico dopo l’unità d’Italia: la laicizzazione dello Stato Dopo l’unità d’Italia, proclamata a Torino il 17-3-1861, l’orientamento ideologico, stra- volgendo il principio cavourriano, è di decisa secolarizzazione , basta considerare lo scio- glimento delle corporazioni religiose (1866), le leggi Siccardi, quelle del Rattazzi fino alle legge delle Guarentigie, iniziative tutte al- l’insegna di quel centralismo istituzionale, detto piemontizzazione . Lo stesso criterio viene seguito in campo scolastico con la Salvatore Latora, Docente di Filosofia e Storia, Saggista
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