Novembre-Dicembre 2019

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2019 2 E d i t o r i a l e golarmente i progressi degli studenti osser- vandoli e fornendo un riscontro immediato. In generale, la stragrande maggioranza dei docenti e dei dirigenti scolastici consi- dera i propri colleghi aperti al cambiamento e le proprie scuole come luoghi che hanno la capacità di adottare pratiche innovative. 3. Come sono formati i docenti e i diri- genti scolastici? In Italia, il 64% degli insegnanti ha ricevu- to una formazione iniziale su contenuti di- sciplinari, pedagogia e sulla gestione della classe (media OCSE 79%). Il 61% dei dirigenti scolastici italiani ha completato un program- ma o un corso di amministrazione scolastica o di formazione per dirigenti (media OCSE 54%). Partecipare alla formazione in servizio è comune tra insegnanti e dirigenti scolastici in Italia. Il 93% dei docenti(media OCSE 94%) e il 100% dei dirigenti scolastici (media OCSE 99%) ha frequentato almeno un’attività di sviluppo professionale nell’anno precedente all’indagine. Nel nostro Paese l’81% dei docenti parte- cipa a corsi di formazione e seminari, men- tre il 25% fruisce della formazione basata sull’apprendimento tra pari e sul coaching . I docenti italiani sembrano soddisfatti della formazione ricevuta: l’84% riferisce un impatto positivo sulla propria pratica d’in- segnamento, mostrando livelli più elevati di autoefficacia e soddisfazione lavorativa. La percentuale è superiore alla media dell’82% degli altri Paesi. 4. Le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) In media, il 47% degli insegnanti italiani consente «frequentemente» o «sempre» agli studenti di utilizzare le TIC per progetti o lavori in classe (53% la media OCSE). In Italia, il 52% dei docenti ha riferito che «l’uso delle TIC per l’insegnamento» è stato incluso nella propria formazione, mentre il 36% si è sentito preparato per l’uso delle TIC per l’insegnamento al termine degli studi. La formazione sull’uso delle TIC è comun- que il tema dello sviluppo professionale di cui gli insegnanti segnalano un forte bisogno: educative in ambiti cruciali. Uno degli scopi di questa indagine è per l’appunto aiutare gli insegnanti, i dirigenti scolastici e gli al- tri stakeholder del settore dell’istruzione a riflettere e discutere le loro pratiche e a tro- vare il modo di migliorarle. Alcuni dati relativi ai docenti italiani, po- sti a confronto con quelli della media OCSE, ci aiutano a comprendere quali possono es- sere le ragioni strutturali dei mediocri risul- tati poi conseguiti dai nostri studenti quindi- cenni in PISA. Esaminiamoli insieme qui di seguito, estratti dalla Nota Paese pubblicata dall’OCSE. 1. Chi sono i dirigenti scolastici, gli inse- gnanti e gli studenti nelle loro classi oggi? In Italia, in media: • i docenti hanno 49 anni (44 anni la media nei Paesi OCSE), i dirigenti scolastici 56 (52 anni nei Paesi OCSE); • il 78% dei docenti e il 69% dei dirigenti scolastici è di sesso femminile (68% la percentuale media delle docenti e 47% quella delle dirigenti scolastiche nei Paesi OCSE); • il 97% dei docenti concorda nel definire positive le relazioni tra studenti e inse- gnanti. Il 3% dei dirigenti scolastici segna- la atti di bullismo tra i propri studenti, percentuale comunque inferiore alla me- dia del 14% registrata negli altri Paesi; • il 35% degli insegnanti lavora in scuole in cui almeno il 10% degli studenti ha un background migratorio (a fronte di una media OCSE del 17%). Il 94% dei dirigen- ti scolastici riferisce che i loro docenti ritengono che bambini e giovani debba- no apprendere che le persone di culture diverse hanno molto in comune (media OCSE del 95%). 2. Quali pratiche sono utilizzate dagli insegnanti in classe? Durante una lezione tipica, i docenti ita- liani dedicano il 78% del tempo in classe all’insegnamento e all’apprendimento, la stessa media degli altri Paesi della rileva- zione. In Italia, il 74% degli insegnanti valuta re-

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