Novembre-Dicembre 2019

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2019 15 pidamente trasformata e secondo forme non sempre in sintonia col vero progres- so personale e sociale; • avvia i piccoli sistemi dell’innovazione, intendendo con tale termine i cambia- menti utili, spesso derivati dall’appli- cazione di sperimentazioni più o meno complesse • definisce, con l’aiuto di collaboratori esperti, i progetti di sperimentazione, quali momenti di particolare forza mo- dificatrice; dall’esito di tali progetti si dovrebbe decidere cosa va confermato e cosa invece eliminato per il migliora- mento dell’azione educativa. L’avere invece legato la sperimentazione del passato a forme di prestigio improprio, talvolta di privilegio o vantaggio perso- nale nei movimenti o nelle assegnazio- ni di cattedra, ha fatto sì che nessuno abbia avuto interesse a fare una veri- fica seria o ad interrompere percorsi, con pregiudizio di interessi particolari. Essere nella sperimentazione era consi- derato comunque un privilegio da non toccare o discutere; • si occupa della formazione iniziale e continua in servizio del personale; non sono pochi i dirigenti che si premura- no di fare da tutor ai nuovi docenti per aiutarli nelle difficoltà didattiche; poi, grazie ad errati concetti di controllo e di libertà d’insegnamento, l’aiuto di- dattico è stato dismesso e, nei casi in cui per legge deve essere operato (su- peramento del periodo di prova) viene spesso considerato abuso di potere ver- so l’insegnante da parte del dirigente, con tristi effetti di contenzioso; • cura l’aggiornamento culturale degli insegnanti, provocando occasioni d’in- contro o indicando fonti e testi perché ciascuno possa provvedere anche in pro- prio; • è responsabile della documentazione pedagogica, sia di quella originata dalla scuola (relazioni in progress e finali) sia di quella proveniente dalle fonti uffi- ciali o dalla ricca documentazione, che alla scuola affluisce da varie sedi d’in- formazione; • favorisce la valutazione permanente dei democratica prescinda da ogni controllo giuridico-tecnico, venendo meno alla ga- ranzie sulla qualità dei risultati da offri- re all’utenza. Spesso, nell’intenzione di coinvolgere nuove e diverse competenze (medicina, psicologia, sociologia) si lascia che decisioni dell’ordine squisitamente tecnico-scolastico siano assunte o condi- vise con i rappresentanti di tali discipline d’aiuto, ma in nessun modo coincidenti con lo specifico educativo. Altri dirigenti interpretano il controllo come l’evidenza del potere personale, diventando picco- li e odiati padroni di una situazione, che in ogni caso non può essere bene gestita dalla semplice concentrazione del pote- re. Non si comprende che la scuola è stata configurata dal legislatore come copia in piccolo della più vasta società civile, con distinzione e autonomia dei poteri, a ga- ranzia della vera democraticità. Qualche rimedio sarebbe potuto derivare dalla funzione ispettiva tecnica se anch’essa non fosse stata da subito contaminata dalla permanenza del costume ispettivo ammini- strativo; ed è stato spesso gioco facile per la pubblica amministrazione, sia centrale che periferica, utilizzare gli ispettori tecnici per mere mansioni amministrative e, talvol- ta, solo organizzative, lasciando il controllo dell’azione didattica nella più completa ne- gligenza. Se davvero le funzioni di promozione, co- ordinamento e controllo sono attive, il diri- gente diviene il garante dell’unità dell’isti- tuzione di fronte alla società civile ed espri- me tale garanzia con la varietà e comple- mentarità delle funzioni espresse: a) organo politico: il capo d’istituto presie- de, partecipa alla vita degli organi col- legiali, di cui garantisce, eseguendone fedelmente le deliberazioni, la volontà; conferma il valore dell’obbligo scolastico e l’intero percorso formativo degli alun- ni obbligati e dà profondo significato alla partecipazione democratica; b) organo pedagogico: la legge gli conferi- sce ampio spettro di interventi: • anima la riflessione pedagogica, cioè la ricerca sulle nuove forme che l’edu- cabilità dovrebbe assumere per meglio rispondere ai bisogni di una società ra-

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