Novembre-Dicembre 2019

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2019 9 I bambini e i ragazzi esplorano il mon- do, sono curiosi e attivi nella conoscenza della realtà che li circonda e sono capaci di reinventare ciò che scoprono, interagen- do con la propria realtà; hanno le loro teo- rie, seppur ingenue, e sono soggetti attivi costruttori della realtà di cui si sentono parte , sia dal punto di vista cognitivo e delle conoscenze, ma anche nelle relazioni sociali e affettive, e contribuiscono a creare la loro personalità , partecipando, con i loro bisogni, motivazioni e necessità, ad indicare l’orientamento che avrà la loro vita, spesso anche autodeterminandosi. Questa visione dell’infanzia e dell’adole- scenza è propositiva, vivace, vitale, e mette i bambini e i ragazzi sotto una luce diver- sa da quella della vulnerabilità, rendendo- li quindi protagonisti attivi, presenti e os- servatori partecipi della loro esperienza di vita, esprimendo il proprio punto di vista e riuscendo, lì dove ne hanno la possibilità, di incidere sulle scelte che vengono fatte dagli adulti, anche e soprattutto in relazio- ne a loro stessi. Osservare il mondo dell’in- fanzia e dell’adolescenza da questo punto di vista permette agli adulti significativi, di intervenire, nella quotidianità del contatto con loro, in termini di Partecipazione dei bambini e dei ragazzi al loro processo di cre- scita, perché mette in primo piano la capa- cità/possibilità, ma anche il dovere, di ga- rantire ai giovani il diritto a dire la propria, a partecipare a ciò che loro interessa e ad essere seriamente ascoltati nelle decisioni che li riguardano. «Pensare» i bambini: il ruolo e la responsabilità degli adulti I bambini e gli adolescenti richiamano sempre la loro esistenza, sia che lo faccia- no nei modi più palesi, attraverso una chiara espressione, anche verbale, delle loro diffi- coltà o delle loro gioie, sia che lo facciano in maniera più ambigua e meno visibile per gli adulti, attraverso comportamenti o modali- tà non sempre riconoscibili e chiaramente identificabili. Qualsiasi sia la loro modalità per dire ciò che pensano o che vivono, ciò che è fonda- mentale è che gli occhi degli adulti, genitori, insegnanti, operatori sociali, guardino sem- pre oltre ciò che è direttamente visibile. I bambini e i ragazzi sono portatori di una complessità tale che chi si occupa di loro, a diverso titolo, non può fare altro che affinare l’abilità di scrutare oltre, guardare attraverso, scrutare le possibilità. La Convenzione ONU dei diritti dell’in- fanzia e dell’adolescenza ci impone, come abbiamo visto, di considerare, di pensare e riflettere sui diritti dei bambini e di agi- re perché questi vengano assolti e garanti- ti, nel Superiore Interesse dei minori, ma la stessa convenzione rappresenta ciò che dà valore e sostanza alle tantissime sfaccet- tature dell’infanzia e dell’adolescenza: in una parola è ciò che ci dà la prova concre- ta, semmai ve ne fosse bisogno, che i bam- bini e gli adolescenti esistono e che la loro crescita e il loro futuro dipendono anche da come gli adulti sono capaci di leggere le po- tenzialità e le vulnerabilità, come agiscono per promuovere le prime e per proteggere le seconde. Un «adulto» significativo nella vita di bambini e adolescenti (genitori, insegnan- ti, comunità) ha il dovere di « avere nella mente » i propri figli, alunni, pazienti, ecc, e di « pensare » i loro bisogni, individuando- li e riconoscendoli; « pensare i bambini », « averli nella mente », è oltretutto espres- sione di una capacità riflessiva degli adulti sani e capaci, che però fa anche molto bene ai bambini e agli adolescenti, che si sentono accolti e « visti » nella loro esistenza e nelle loro necessità, nelle loro potenzialità. Un bambino pensato e visto è un bambi- no che avrà meno paura di chiedere aiuto e supporto agli adulti che si occupano di lui, e un bambino o un adolescente che legge ne- gli occhi dei suoi insegnanti, dei suoi genito- ri, degli adulti, la loro stima e fiducia, è un bambino e un adolescente che probabilmen- te potrà fidarsi non solo degli altri, ma anche di se stesso. Il compito di ogni adulto responsabile è anche questo: creare legami di fiducia, offrire spazi di incontro tra individui, per- mettere che i bambini e i ragazzi possano prendere dai «grandi», quanto di meglio c’è per poter affrontare le strade della loro esi- stenza.

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