11-12 Novembre-Dicembre 2025

61 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2025 Inoltre, si potrebbe promuovere la nascita di community digitali UCIIM dedicate al confronto formativo, allo scambio di buone pratiche e alla creazione di reti di sostegno tra docenti e famiglie. 6. L’educazione come impegno comunitario e sinodale Infine, coerentemente con il cammino sinodale della Chiesa, l’educazione deve essere intesa come cammino comune. «Camminare insieme» significa condividere obiettivi, discernere le priorità, assumere la corresponsabilità nel costruire il futuro dei giovani. L’UCIIM può svolgere un ruolo determinante nel favorire la cultura della corresponsabilità educativa, creando occasioni di incontro e di dialogo con gli altri organismi ecclesiali, le scuole cattoliche e statali, e le associazioni del territorio. L’educazione diventa così un atto ecclesiale e sociale, capace di trasformare la comunità e generare speranza. Conclusione • La vera innovazione educativa non nasce solo dai cambiamenti normativi o tecnologici, ma da una conversione dello sguardo: occorre tornare a credere che l’educazione è un bene relazionale, un processo comunitario che costruisce futuro. • L’UCIIM, nella fedeltà alle proprie radici e al messaggio evangelico, può continuare a essere una voce profetica e concreta nel panorama educativo italiano, promuovendo un modello di scuola che unisca competenza e umanità, libertà e responsabilità, conoscenza e speranza. • Solo attraverso una rete di educatori consapevoli, famiglie partecipi e comunità accoglienti sarà possibile dare forma a quel «villaggio educativo» che Papa Francesco ha indicato come via privilegiata per costruire un mondo più fraterno, giusto e solidale. scuola contemporanea è la formazione interiore. L’UCIIM potrebbe promuovere, in collaborazione con le diocesi e gli uffici di pastorale giovanile, laboratori di educazione al senso e all’affettività, luoghi in cui i giovani possano esprimere domande di senso, esperienze di fede e fragilità emotive. Si tratterebbe non di introdurre nuovi contenuti confessionali, ma di favorire un clima di ascolto, accoglienza e riflessione che restituisca dignità alla dimensione spirituale della persona. La scuola, in questa prospettiva, diventa «spazio di umanizzazione», dove l’apprendimento si intreccia con la ricerca di senso e la crescita interiore. 5. Ripensare la comunicazione educativa La società digitale ha trasformato profondamente i linguaggi e i modi di comunicare. È necessario che le istituzioni educative si riapproprino dei nuovi media come strumenti di dialogo e non di distanza. Si propone la creazione di laboratori di comunicazione etica e digitale, rivolti sia agli studenti che agli educatori, per sviluppare competenze critiche sull’uso dei social, la gestione dell’informazione e la tutela della privacy.

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