11-12 Novembre-Dicembre 2025

60 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2025 La formazione degli insegnanti è oggi una delle priorità più urgenti. L’educatore cristiano non può limitarsi alla competenza disciplinare, ma deve essere anche artigiano di umanità, capace di coniugare sapere, empatia e discernimento. L’UCIIM potrebbe attivare percorsi di formazione integrata su tre assi fondamentali: - Antropologico-spirituale: per riscoprire la dimensione vocazionale dell’insegnamento, alla luce del Magistero della Chiesa e del pensiero pedagogico cristiano; - Metodologico-digitale: per utilizzare le tecnologie in modo critico, etico e inclusivo, ponendole al servizio della relazione educativa; - Socio-relazionale: per rafforzare la capacità di ascolto, mediazione e collaborazione all’interno delle comunità scolastiche. Una formazione di questo tipo permetterebbe di costruire un nuovo profilo professionale del docente cattolico, testimone coerente e competente, capace di dialogare con la complessità del mondo giovanile. 3. Educazione alla cittadinanza attiva e alla cura del creato Nel solco dell’enciclica Laudato Si’, l’educazione deve aprirsi alla dimensione ecologica, intesa non solo come tutela ambientale ma come cura della casa comune. Si propone l’attivazione di progetti di cittadinanza ecologica, laboratori interdisciplinari e percorsi di volontariato sociale che permettano agli studenti di vivere concretamente la solidarietà e la responsabilità verso il creato. L’educazione civica, oggi spesso ridotta a un adempimento burocratico, potrebbe ritrovare senso se collegata alla vita reale dei ragazzi, trasformandosi in un percorso di esperienze partecipative: dalla gestione condivisa degli spazi scolastici alla collaborazione con enti del territorio per iniziative di servizio civile, legalità e inclusione. 4. Valorizzare la dimensione spirituale e affettiva dell’educazione Uno degli aspetti più trascurati nella Le sfide contemporanee La Chiesa riconosce le difficoltà poste dal contesto attuale: la secolarizzazione, il relativismo culturale, i cambiamenti nei modelli familiari, l’influenza delle nuove tecnologie e la crisi di fiducia verso le istituzioni. Di fronte a queste sfide, Papa Francesco ha rilanciato l’idea di un «Patto Educativo Globale», un progetto che invita tutte le realtà sociali – famiglie, scuole, Chiesa, istituzioni civili e l’associazionismo educativo giovanile – a collaborare per costruire un nuovo modello educativo, capace di formare persone aperte al dialogo, alla solidarietà e alla cura della casa comune. L’educazione non è mai compito di singoli, ma responsabilità di un’intera comunità. Proposte operative per un rinnovato impegno educativo • Alla luce di queste considerazioni, si propongono alcune linee operative che intendono offrire un contributo concreto alla costruzione di un modello educativo ispirato ai valori del Vangelo, ma pienamente inserito nel contesto contemporaneo. 1. Costruire una rete educativa territoriale È fondamentale promuovere alleanze territoriali tra scuola, famiglia, parrocchia, associazioni e istituzioni locali, in modo da creare una comunità educante coesa e riconoscibile. L’UCIIM può farsi promotrice di tavoli permanenti di confronto educativo, in cui docenti, genitori, operatori pastorali e rappresentanti delle istituzioni condividano obiettivi formativi comuni, strumenti di lavoro e percorsi di crescita per i giovani. Tali tavoli dovrebbero avere una dimensione non solo organizzativa ma anche culturale: elaborare un linguaggio educativo condiviso, riscoprire la centralità della persona, proporre un modello di cittadinanza attiva e solidale, attento al bene comune. 2. Formazione continua e integrata dei docenti

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