48 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2025 nei confronti dell’attuale sistema di valutazione. La critica principale è la sua percezione come eccessivamente formale, burocratica e slegata dalla reale complessità della funzione dirigenziale. I DS sentono che il loro impegno, leadership e impatto effettivo sul miglioramento della scuola e sul territorio non siano adeguatamente riconosciuti, a favore di una verifica meramente documentale. Comportamenti professionali e organizzativi: lo strumento per la valutazione a livello regionale La valutazione a livello regionale consiste in una rubrica strutturata su quattro criteri che sono molto pertinenti del ruolo del Dirigente Scolastico: • Orientamento al risultato e organizzazione Problem solving e innovazione • Capacità di gestire le relazioni interne ed esterne • Integrazione con la comunità scolastica, sociale e il territorio Ogni criterio è declinato in descrittori di cinque livelli. Ma la rubrica, che è stata definita per la valutazione a livello regionale, pone più domande: • ha il Direttore dell’USR la conoscenza diretta e continua di tutte le aree dell’operato del Dirigente Scolastico che questa rubrica richiede? Su quali rapporti con i Dirigenti scolastici si basa, su quali documenti, quali sistemi di rilevazione sono utilizzati? • come i Dirigenti Scolastici sono informati dell’osservazione che l’USR mette in campo nei loro confronti? Che possibilità hanno di interagire? • come l’USR tiene in conto i dati di contesto e come questi incidono nell’attribuzione dei livelli della rubrica? • come l’USR tiene in conto la durata della permanenza del Dirigente Scolastico in quella scuola? • in che modo il Direttore dell’USR utilizza il supporto e le informazioni che gli forniscono gli ispettori e i direttori degli uffici territoriali? La scelta di declinare la rubrica su cinque livelli senza un chiaro riferimento a strumenti «poco riconosciuto il grande carico di lavoro» e la scarsa considerazione dei «vincoli e/o le opportunità derivanti dal contesto» in cui si opera. Interferenza esterna e mancanza di poteri: I DS si sentono valutati su «ambiti che non dipendono interamente» da loro, citando la dipendenza da altre amministrazioni (MEF, RTS, INPS) e il ruolo del DS come «parafulmine» in assenza di effettivi poteri. Ruolo degli USR: Critiche al fatto che gli USR «si attengono alle lettere dei genitori e meno alle pratiche giornaliere», e non rispondono quando le domande «implicano una presa di responsabilità». C. Indicatori Alternativi e Proposte I dirigenti propongono indicatori più significativi per la valutazione: Soddisfazione e Scelte delle Famiglie: La «vera valutazione» e l’apprezzamento dell’operato del DS sono legate al «numero di persone che scelgono la scuola» e al fatto che soddisfi i «bisogni delle famiglie». Indicatori Oggettivi: Si suggerisce di considerare il «numero di contenziosi e contestazioni d’addebito» come elemento oggettivo. D. Coerenza del Quadro Regionale Critica agli indicatori regionali: L’accordo sulla idoneità degli indicatori regionali a completare il profilo di valutazione è prevalentemente negativo («Non sono del tutto d’accordo» o «Per nulla d’accordo»). Conclusioni L’analisi evidenzia un quadro di profondo malcontento da parte dei Dirigenti Scolastici
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