11-12 Novembre-Dicembre 2025

46 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2025 Promozione e accompagnamento nella definizione, progettazione, realizzazione e condivisione del Piano triennale dell’offerta formativa e del Piano di miglioramento, con specifica attenzione alle azioni per favorire lo sviluppo delle competenze e l’orientamento di alunni e studenti e al sostegno e all’inclusione di ogni studente con particolare attenzione agli alunni disabili, con BES e a rischio dispersione Definizione del PTOF in coerenza con le norme di riferimento e con l'indicazione almeno dei seguenti contenuti: a) Obiettivi formativi b) Moduli di orientamento formativo c) Curricolo per l’insegnamento trasversale di educazione civica d) Azioni per lo sviluppo delle competenze STEM e) Criteri di valutazione Criterio: Numero di contenuti Come la mera pubblicazione del RAV, (che è un obbligo normativo previsto dal Sistema di Valutazione Nazionale ed è ovvio che venga fatto da qualcuno), può «documentare» la capacità del Dirigente Scolastico di «Orientare la sua azione dirigenziale al miglioramento del servizio scolastico»? Come la mera presenza nel PTOF di capitoli dedicati ai contenuti indicati documenta l’azione del Dirigente Scolastico nelle aree di miglioramento organizzativo e gestionale delle istituzioni scolastiche e formative direttamente riconducibili al suo operato? L’impianto della valutazione si basa su questa riduzione degli obiettivi a «evidenze» che di fatto vanno a cogliere un «regolare funzionamento» degli adempimenti formali della scuola che sono certo rilevanti, ma non possono coincidere con il ruolo del Dirigente Scolastico. L’impianto della valutazione riconduce gli obiettivi di valutazione del Dirigente Scolastico a evidenze che non vi corrispondono completamente anche nel senso che non sono direttamente riconducibili al suo solo operato, ma coinvolgono il collegio docenti o il personale ATA. Del resto, limitando la rilevazione al livello di adempimento formale e non sostanziale si evita di prendere in considerazione sia la responsabilità del Dirigente Scolastico che del personale della scuola. Vi sono inoltre alcune specifiche criticità nella definizione degli indicatori: • la tipologia Booleano (criterio SI’/NO) risulta troppo rigida per alcuni casi; ad es. l’indicatore «Attivazione di scambi, anche virtuali, con Istituzioni scolastiche all’estero (compreso Erasmus o E-Twinning)» non consente di cogliere la gamma di iniziative nella scuola nell’ambito di interculturalità e multiculturalità con riferimento all’Europa • vi sono casi di non applicabilità come quello riferito alle «fatture» perché connesso a variabili non dipendenti dalla scuola. Esiti Questionario 1. Analisi del campione di Partecipanti Il campione è composto da 29 Dirigenti Scolastici, di diverse tipologie di istituto, tra cui Scuole Secondarie di Secondo Grado e Istituti Comprensivi. La maggior parte degli istituti non è derivante da un processo di dimensionamento e provengono da diverse province italiane. Anni di Servizio: Ci sono differenze significative negli anni di servizio dei Dirigenti Scolastici, con alcuni che hanno una lunga esperienza (fino a 18 anni) e altri che sono appena arrivati nel ruolo. 2. Analisi Quantitativa (Sintesi dei Dati) Il questionario presenta due sezioni principali con risposte strutturate: una sulla percezione dell’efficacia del sistema di valutazione (Sez. C) e una sugli effetti personali e professionali (Sez. D). Sezione C: Efficacia del Sistema di Valutazione (Accordo/Disaccordo) Questa sezione mostra un forte disaccordo sull’efficacia del sistema di valutazione del DS, in particolare per quanto riguarda il suo legame con l’autovalutazione (RAV).

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=