11-12 Novembre-Dicembre 2025

44 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2025 Premessa Fin dall’assegnazione dell’Autonomia alle Scuole e del concomitante ruolo di «dirigenza» l’Amministrazione ha attivato a più riprese modelli di valutazione dei Dirigenti Scolastici per arrivare ora nell’anno 2024–25 a un sistema che si differenzia molto dalle esperienze precedenti. Nell’assegnazione dell’incarico a ogni Dirigente Scolastico vengono assegnati degli obiettivi per i quali si dovrebbe supporre una rendicontazione che tuttavia non viene richiesta. Una parte dello stipendio del Dirigente Scolastico è connessa ai livelli di «risultato» che pertanto deve essere «misurato» con criteri di trasparenza ed equità. I sistemi di valutazione fin qui adottati sono stati criticati, soprattutto perché ritenuti non adeguati alla ripartizione in livelli di prestazione dei Dirigenti scolastici ai fini dell’assegnazione della parte «premiale» dello stipendio. Quindi l’Amministrazione, dopo anni di sospensione della valutazione dei Dirigenti Scolastici, ha scelto di adottare un sistema che fosse economico (non comporta coinvolgimento di persone in nuclei di valutazione come nei casi precedenti), oggettivo e trasparente (basato cioè su «evidenze» in documenti pubblici). Un sistema quindi molto «semplice» e «semplificato». Tuttavia, il sistema di valutazione dei dirigenti ancora una volta si scontra con la complessità del loro ruolo e con le incongruenze del sistema scolastico italiano, lasciando aperte molte domande: Il sistema di valutazione dei Dirigenti scolastici riflette la concezione del loro ruolo e la considerazione del loro operato per l’efficacia e l’innovazione del sistema formativo? La valutazione dei Dirigenti Scolastici coincide con l’assegnazione dei livelli di prestazione ai fini dell’assegnazione della quota «premiale» dello stipendio? La valutazione dei Dirigenti Scolastici può essere considerata in un sistema separato da quello della valutazione della scuola o è parte integrante del Sistema di Valutazione Nazionale? La Valutazione dei Dirigenti è così complessa e intricata di variabili da essere impossibile? I riferimenti della valutazione «La valutazione mira a verificare la padronanza delle competenze professionali previste per i Dirigenti scolastici in particolare nei seguenti ambiti (che richiamano i criteri indicati dall’articolo 1, comma 93 della legge 107 del 13 luglio 2015): • competenze gestionali e organizzative finalizzate alla correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione dirigenziale; • competenze per lo sviluppo e la valorizzazione delle risorse umane; • competenze per l’analisi della realtà scolastica assegnata, nonché la progettazione delle iniziative volte al suo miglioramento; • competenze per i rapporti con la comunità scolastica, il territorio e i referenti istituzionali». (estratto dal documento del MIM «Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici» allegato al DM 47 del 12 marzo 2025). Ai quattro ambiti di competenza sono ricondotti gli obiettivi oggetto della valutazione: a. Assicurare il funzionamento generale dell’istituzione scolastica, organizzando le attività secondo criteri di efficienza, efficacia e buon andamento dei servizi. b. Valorizzare l’impegno e i meriti professionali del personale dell’istituzione scolastica, sot- «SISTEMA DI VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI» TAVOLO 4 Coordinatrice Prof. Chiara Di Prima Esperta: Prof. Lorena Peccolo

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=