11-12 Novembre-Dicembre 2025

43 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2025 «…Anch’io sono stato insegnante nelle Istituzioni educative dell’Ordine di Sant’Agostino e vorrei perciò condividere con voi la mia esperienza, riprendendo quattro aspetti della dottrina del Doctor Gratiae che considero fondamentali per l’educazione cristiana: l’interiorità, l’unità, l’amore e la gioia. Sono principi che vorrei diventassero i cardini di un cammino da fare insieme, facendo di questo incontro l’inizio di un percorso comune di crescita e arricchimento reciproco… …E l’ultima parola-chiave è gioia. I veri maestri educano con un sorriso e la loro scommessa è di riuscire a svegliare sorrisi nel fondo dell’anima dei loro discepoli. Oggi, nei nostri contesti educativi, preoccupa veder crescere i sintomi di una fragilità interiore diffusa, a tutte le età. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a questi silenziosi appelli di aiuto, anzi dobbiamo sforzarci di individuarne le ragioni profonde. L’intelligenza artificiale, in particolare, con la sua conoscenza tecnica, fredda e standardizzata, può isolare ulteriormente studenti già isolati, dando loro l’illusione di non aver bisogno degli altri o, peggio ancora, la sensazione di non esserne degni. Il ruolo degli educatori, invece, è un impegno umano, e la gioia stessa del processo educativo è tutta umana, una «fiamma che fonde insieme le anime e di molte ne fa una sola» (S. Agostino, Confessiones, IV, 8, 13). Leone IV, 31 ottobre 2025. Hanno collaborato ai lavori del Tavolo n. 3: ◇ Barcilesi Daniela ◇ Campana Sara ◇ Carmeli Marisa ◇ Carnovale Maria Assunta ◇ Furlano Reda ◇ Gabrielli Emanuela ◇ Gizzarelli Arnaldo ◇ Lupidi Sciolla Maria Teresa ◇ Maiocchi Carla Maria ◇ Micchi Luciana ◇ Ottaviano Giuliano ◇ Ornaghi Gabriele ◇ Scarpellini Maria Anita ◇ Zago Fabrizio zioni. Meritano condizioni di lavoro dignitose, formazione eccellente, riconoscimento sociale ed economico adeguato alla complessità e importanza del loro lavoro. Il tempo per agire è ora. Le giovani generazioni che popolano oggi le nostre scuole saranno gli adulti che affronteranno le sfide del 2040, del 2050 e oltre. La qualità dell’educazione che ricevono determinerà la loro capacità di costruire una società più giusta, più sostenibile, più umana. È una responsabilità immensa e un privilegio straordinario. È il compito più importante che una società possa affidare ai suoi membri. L’insegnante del futuro è chiamato a essere molto più di un trasmettitore di conoscenze. È chiamato a essere un educatore nel senso più pieno del termine: qualcuno che accompagna la crescita integrale delle persone, che coltiva l’intelligenza e il cuore, che forma cittadini consapevoli e responsabili, che accende la passione per l’apprendimento che durerà tutta la vita. Questo è un compito esaltante ma esigente. Richiede passione, competenza, dedizione, riflessività continua. Richiede anche condizioni che permettano di esercitare questa professione con dignità e efficacia. La costruzione di queste condizioni è responsabilità di tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell’educazione e, attraverso essa, il futuro della società. La strada è lunga e impegnativa, ma la direzione è chiara. Ogni passo compiuto in questa direzione – ogni insegnante che si forma, che riflette sulla propria pratica, che innova metodologie, che costruisce relazioni educative autentiche, che collabora con i colleghi – è un passo verso una scuola migliore. E una scuola migliore è la premessa necessaria per un futuro migliore per tutti. Terminiamo con le parole di Papa Leone IV al Giubileo del mondo educativo. Parole di conforto e di speranza. Il Giubileo del mondo educativo Leone XIV indica i «punti cardine» della missione degli insegnanti: interiorità, unità, amore e gioia Senza l’incontro profondo delle persone qualsiasi proposta educativa è destinata a fallire

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