23 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2025 sieme (cfr. art. 3, 9, 33, 34). Sono significativi particolarmente gli articoli 3 e 34 che citiamo in parte: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese» (art. 3) e «La scuola è aperta a tutti. …I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.» (art. 34). L’art. 34 deve essere interpretato alla luce dell’art. 3. La scuola è aperta a tutti: anche chi parte da situazioni di svantaggio ha diritto ad essere valorizzato e promosso ad una condizione di uguaglianza. L’art. 29 della Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza offre una visione della scuola come volano di una cultura dell’uomo e della società degli uomini aperta e solidale; afferma infatti: «L’educazione del fanciullo deve avere come finalità: a) favorire lo sviluppo della personalità del fanciullo nonché lo sviluppo delle sue facoltà e delle sue attitudini mentali e fisiche, in tutta la loro potenzialità; b)sviluppare nel fanciullo il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dei principi consacrati nella Carta delle Nazioni Unite; c) sviluppare nel fanciullo il rispetto dei suoi genitori, della sua identità, della sua lingua e dei suoi valori culturali, nonché il rispetto dei valori nazionali del paese nel quale vive, del paese di cui può essere originario e delle civiltà ,diverse dalla sua; d)preparare il fanciullo ad assumere le responsabilità della vita in una società libera, in uno spirito di comprensione, di pace, di tolleranza, di uguaglianza tra i sessi e di amicizia tra tutti i popoli e gruppi etnici, nazionali e religiosi e delle persone di origine autoctona; e)sviluppare nel fanciullo il rispetto dell’ambiente naturale. …» Anche La Gravissimum Educationis vede nella scuola un importante strumento educativo che «in forza della sua missione, mentre con cura costante matura le facoltà intellettuali, sviluppa la capacità di giudizio, mette a contatto del patrimonio culturale acquistato dalle passate generazioni, promuove il senso dei valori, prepara legge sull’Autonomia organizzativa, didattica e di ricerca della scuola (L. 15 marzo 1997 n. 59), il Regolamento recante norme per il riordino degli Istituti Professionali (DPR 87/ 2010), il Regolamento recante norme per il riordino degli istituti tecnici (DPR 88/2010), il Regolamento recante revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei (DPR 89/2010), le Indicazioni Nazionali per il curricolo del primo ciclo del 2012 che accolgono la Raccomandazione del Parlamento Europeo (dicembre 2006) proponendo la promozione e il consolidamento delle competenze culturali basilari e irrinunciabili tese a sviluppare progressivamente, nel corso della vita, le competenze-chiave europee ed, in ultimo, le Nuove Indicazioni 2025 Scuola dell’Infanzia e Primo Ciclo di Istruzione. Accurata riflessione è stata riservata alla lettura del punto n.5, dedicato alla scuola, della Gravissimum Educationis, documento conciliare considerato ancora oggi una straordinaria fonte di ispirazione per tutti ed in particolare per gli educatori di area cattolica. Nel ripercorrere, seppur per sommi capi, l’iter legislativo abbiamo verificato che la finalità della scuola è stata costantemente individuata nella promozione della persona e che i diversi progetti di revisione normativa sono sempre da considerare in relazione a tutta la legislazione precedente. Per questo anche se le Nuove Indicazioni Nazionali 2025 dell’Infanzia e Primo Ciclo spostano l’attenzione più sui contenuti, è inevitabile che questi siano considerati inseparabilmente dal fine che rimane la promozione della persona. Alla scuola continua ad essere pertanto consegnata una forte responsabilità progettuale perché la trasmissione delle conoscenze, che rimane fondamentale, deve essere inserita in un quadro di riferimento più ampio. Alcuni dei documenti, tra quelli sopra citati, sono stati oggetto di un’analisi più approfondita proprio in quanto capaci di aiutarci a declinare il concetto di «promozione della persona». La Costituzione Italiana dedica importanti articoli alla scuola cui affida il compito fondamentale di adoperarsi per il pieno sviluppo della persona e della popolazione nel suo in-
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