15 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2025 Esistono le verità, ma non la verità e quindi perché mai io devo mettermi alla ricerca della verità se questa non esiste perché in qualsiasi momento qualcuno può lanciare in social, in rete, una pseudo verità e giocando sul silenzio o sull’incapacità di argomentazione delle persone, dopo un lasso di tempo, quella stessa diventa la verità. Infine, una quinta forma di veleno è legata all’avanzata, veramente a passo rapido, di quel progetto nato in California negli inizi degli anni 1990 del secolo scorso, che è il progetto transumanista. Non so perché in Italia non si parla mai del transumanismo, ma si parla di intelligenza artificiale, sotto questa tecnica dell’intelligenza artificiale c’è un progetto che è di natura sia ideologico e sia politico, che è il progetto transumanista. Il fondatore si chiama Kurzweil, il quale ha pubblicato recentemente sull’argomento l’ultimo suo libro, che fa rabbrividire. L’ho letto e sono rimasto male perché lui sostiene, assieme a una schiera di grandi scienziati, che entro il 2050 non ci sarà più bisogno dell’essere umano, perché tutti gli attributi che per secoli, millenni, sono stati associati alla persona umana saranno completamente sostituiti dalle nuove macchine che nasceranno fra 25 anni. Ora uno può dire è vero, non è vero, sarà vero, ma non questo il punto, fanno male quelli che perdono tempo a discutere di questo, perché sarà il tempo stesso di dircelo. Il punto è di capire cosa c’è sotto, sotto c’è di arrivare a mostrare l’irrilevanza di Dio e Kurzweil almeno ha avuto l’onestà intellettuale di dirlo. Dobbiamo mostrare che Dio è irrilevante. Non siamo come gli atei, pensate durante il periodo sovietico, che combattevano l’esilio. Ammettiamo che Dio esista, però è irrilevante, cioè non serve a niente perché tutti gli attributi che abbiamo associato a noi uomini a Dio erano e sono frutto della nostra incapacità di sostituirli. E da lì, lui dice, la vita umana media arriverà a 120-130 anni, le malattie verranno sconfitte, i trapianti, eccetera, eccetera e così via. Allora alla base del progetto transumanista la persona umana non è più soggetto ma oggetto, cioè diventa un oggetto della tecnica. Non è più il concetto di soggettività, che è stato il centro dell’umanesimo, l’umano diventa un oggetto cioè è la tecnica che invera l’umano me sapete verrà poi ripresa a distanza di secoli da Goethe che scriverà si impara solo ciò che si ama, che è esattamente una perifrasi della frase di Platone. Se tu non apri il cuore, cioè non crei il desiderio della conoscenza, la persona, soprattutto se giovane, difficilmente riuscirà ad imparare. Il quarto veleno è che l’intelligenza artificiale non è capace di causalità. Guardate che questo è un tema che riguarda soprattutto i filosofi della scienza cioè gli epistemologi, ma deve riguardare tutti, sia pure in forme, proporzioni diverse. Oggi il principio di causalità viene sostituito dal principio di relazionalità dove non si va più a cercare la causa di un certo fenomeno, si stabiliscono soltanto usando tecniche che i matematici, gli statistici chiamano di regressione le correlazioni. Per cui se il fenomeno A è altamente correlato al fenomeno B, si è contenti, ma non si è in grado di dire se è A che ha causato B o è B che ha causato A. Voi direte, ma perché questo è importante? Perché a che vedere con il tema del valore della conoscenza. Una conoscenza che è acquisita saltando, bypassando il principio di causalità, è una conoscenza dimidiata, è una conoscenza che presto o tardi porta a errori tragici. Perché il fenomeno delle fake truth è oggi così inquietante? Le fake truth non è la stessa cosa delle fake news, tutti si preoccupano delle fake news, ma è tempo perso, non sono così importanti perché è una notizia falsa che dopo un po’ si scredita da sola. Invece le verità false tendono a diventare endemiche perché la fake truth, cioè la verità falsa, è un asserto che viene buttato in rete, che circola e se, dopo un certo numero di giorni o di settimane o a volte di mesi, nessuno ha da dire qualcosa o da contraddire quella certa affermazione o quella certa posizione, quella diventa la verità. Ecco perché trascurando l’analisi di causalità tu non puoi mai sapere, il ragionamento è se tutti ritengono che quell’affermazione, quella tesi, allora è corretta, abbiamo dato tempo a tutti di esprimersi liberamente, allora vuol dire che è vero. Cioè è vero ciò che ottiene il consenso della gente. Ora, per chi ha una certa concezione del mondo, come UCIIM ci ha insegnato ad avere, capisce le implicazioni pratiche perché questo è un modo per dire che la verità non esiste.
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=