La Scuola e l'Uomo - n. 11-12- Novembre-Dicembre - 2024

13 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXI- Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2024 Senza frammentarsi e senza fermarsi. Anzi, aggregarsi in più possibile. Si tratta di identificare alcuni settori in cui si possono dare utili contributi e identificare priorità, dato che non si possono inseguire tutte le lepri. Sul piano ecclesiale, il Convegno di Verona (2006) ha rivelato un notevole patrimonio di fede e di volontà di testimoniare la speranza evangelica nella concretezza della vita, anche se il timore delle divisioni non ha forse consentito di scavare in alcune direzioni «calde». Il ricupero di una dimensione ecclesiale, con un Papa come Benedetto XVI, che va in Turchia per incontrare ortodossi e musulmani, significa per noi apertura e coraggio. Sul piano civile un Presidente della Repubblica come Napolitano, che si batte per l’educazione alla legalità e per la collaborazione col mondo ecclesiale per rimettere insieme i cocci di un paese lacerato, costituisce un punto di riferimento importante anche per noi e per il nostro impegno storico di fronte ai ragazzi e alla loro formazione umana, culturale e civica. ******************** Procedere ricordando Nosengo, che guardava più avanti di noi «Non dimenticatemi troppo presto», ha scritto in uno dei suoi ultimi Diari. Si rendeva conto che l’influenza che una persona può esercitare su eventi e persone nel corso della storia non si esaurisce nel tempo della nostra giornata terrena, che nella vita del cosmo è paragonabile al tragitto delle stelle cadenti, che si accendono un momento e subito spariscono nel buio. Nel mondo storico, culturale e spirituale, la vita non segue solo le leggi della fisica, ma anche quelle della kierkegaardiana «ripresa». La ripresa del passato, intesa come un procedere ricordando, ci consente di riviverlo, di continuarlo, innovarlo, di farlo crescere in contesti diversi da quelli di chi ci ha preceduto, o anche da quello che abbiamo vissuto nella nostra vita passata. sostegno morale e finanziario da parte delle istituzioni. Basti pensare alla recente norma costituzionale che introduce la sussidiarietà, là dove dice che «Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà» (art.118,4). Purtroppo, col debito pubblico che abbiamo, la sussidiarietà è assai poco incentivata. Nel recente Congresso nazionale avete avuto un importante riconoscimento da parte delle massime autorità civili e religiose del Paese. E ne sono molto contento. Il card. Bertone, a nome del Papa, ci ha mandato un testo di quattro pagine, assai incisivo; messaggi puntuali hanno inviato il card. Ruini e mons. Betori, rispettivamente presidente e segretario generale della CEI. Notevoli messaggi ci hanno inviato Napolitano, Scalfaro, Prodi, Castagnetti. Il ministro Fioroni ha fatto un apprezzato e ampio intervento in aula. Sarebbero attestazioni da appendere nostalgicamente alla parete, se in congresso non si fosse toccata con mano la certezza che l’UCIIM ha la coscienza non solo del suo patrimonio storico, ma anche della sua responsabilità in ordine al futuro. Il nuovo consiglio direttivo e la nuova presidente nazionale Maria Teresa Lupidi Sciolla, eletta all’unanimità, sono il segno visibile di questa volontà di «ripartire da Nosengo», di cui abbiamo celebrato i cent’anni dalla nascita. Nella relazione congressuale (È leggibile nel citato www.lucianocorradini,it, in Taccuino di viaggio, n.10, Educare e associarsi, con impegno e speranza, pp.1-20) Lei ha parlato del convegno ecclesiale di Verona e della nuova situazione della società e della scuola italiana. In un caso e nell’altro ha posto l’accento sulla coesione, sullo stare insieme. È vero, questo è un punto centrale, ma non c’ è solo un problema di coesione: ci sono anche problemi di direzione, di organizzazione, di capacità di tenere il passo con i tempi.

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