LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2022 41 do di istituzione formativa e che le relazioni internazionali sono sempre più importanti per costruire gruppi di ricerca e reti di comunicazione fra docenti e studenti, si possono valutare i diversi motivi per cui vale la pena di far conoscere e di sostenere questa preziosa istituzione, che si regge sul volontariato di persone mosse da motivazioni simili, coltivate in contesti diversi. Esistono associazioni e agenzie laiche, che offrono la possibilità di scambi e di convegni, al di fuori di qualsiasi riferimento alla fede religiosa. Noi sappiamo qual è stata la frustrazione di Giovanni Paolo II a proposito del rifiuto dei capi di stato europei di citare nel preambolo della nuova costituzione le radici cristiane dell’Europa. Al di là del riconoscimento formale, disse il card. Carlo Maria Martini in occasione di un viaggio pellegrinaggio UCIIM a Colonia, sono i cattolici vivi, in particolare i docenti cattolici, che possono farsi carico di rinverdire queste radici, nella loro formazione professionale e nel loro insegnamento. Le porte della federazione europea sono aperte, oltre che all’UCIIM, che è socio fondatore, anche ad altre associazioni cattoliche, come AIDU, AIMC, DIESSE, DISAL. SIESC- FÉDÉRATION EUROPÉENNE D’ENSEIGNANTS CHRÉTIENS Statuto Titolo I - SCOPO E MEZZI art. 1 - Costituzione dell’associazione 1.1 Il SIESC-FEEC subentra al Segretariato Internazionale degli Insegnanti Secondari Cattolici (S.I.E.S.C.) costituito come Associazione di diritto francese disciplinata dalla legge 1 luglio 1901. La traduzione ufficiale completa del nome dell’associazione «SIESC-Federazione Europea degli Insegnanti Cristiani», nelle diverse lingue dei membri dell’associazione è registrata nel Regolamento Interno. La Convenzione che disciplina la SIESC dall’8 gennaio 1978 diventa il suo Regolamento Interno e le sue modifiche costituiscono modifiche del presente Regolamento Interno. tuita dalle associazioni di insegnanti cristiani di istituzioni scolastiche e universitarie pubbliche e private, laiche e confessionali, ciascuna delle quali conserva la sua identità e la sua autonomia. La formula federativa, esplicitamente affermata, consente ai docenti partecipanti di essere insieme soci delle loro associazioni a livello nazionale o locale e dell’associazione europea, accrescendone la rappresentatività e la visibilità. Si cerca in tal modo di dare risposta in modo nuovo, in un contesto scolastico, sociale, culturale e politico profondamente cambiato nella seconda metà del Novecento, alle domande che fin dagli anni ’50 si pose il presidente Jan Nuchelmans: «Come ricostruire un mondo e, più vicino a noi, un’Europa umana e pacificata? Come vivere la fede cristiana nella fedeltà a una Chiesa cattolica radicata in una società di tipo nuovo?». Oggi si è accresciuta la consapevolezza delle difficoltà di tipo interculturale, interreligioso e di politico che mettono in forse la stessa possibilità di salvare il disegno di un’Europa unita; e nello stesso tempo si nota che il cristianesimo è ancora un patrimonio vivente, che non si riduce alle cattedrali e alle istituzioni culturali del passato. La stessa rete degli episcopati, la presenza di osservatori della S. Sede nelle istituzioni internazionali, le scuole e le università cattoliche costituiscono punti di riferimento importanti per l’informazione e per l’elaborazione e la diffusione di orientamenti di tipo etico, religioso, pedagogico e politico nell’Europa. L’evento più importante della vita del SIESC, che da quasi sessant’anni si realizza annualmente, nel mese di luglio, è il convegno (la rencontre), che si svolge nei vari paesi europei, intorno a tematiche rilevanti sul piano culturale, sociale, professionale, religioso; si curano anche gli aspetti di tipo turistico, culturale e le relazioni con le istituzioni del paese ospite. Lezioni e contributi di livello universitario, lavori di gruppo e documenti presentati in aula, consentono ai partecipanti di vivere un’esperienza di notevole valore formativo, anche sul piano linguistico. Se si considera che la conoscenza delle lingue è un prerequisito indispensabile per accedere all’insegnamento in qualunque gra-
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