LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2022 38 net, tablet, possibilità economiche per affrontare le conseguenze della pandemia e altro hanno messo a dura prova moltissime famiglie. La scuola e la comunità, si sono impegnate molto durante l’emergenza, tuttavia si sono trovate molto spesso in difficoltà a causa delle scarse risorse educative e dall’assenza di strumenti di welfare volti a sostenere, in situazioni come quella pandemica, i bisogni materiali primari dei bambini. Insomma, gli educatori hanno operato in modo autonomo, e sono stati poco rassicurati ed aiutati dal mondo della politica sempre più inadeguato e confuso. Bisogna riconoscere che viviamo in un continuo stato di dispersione politica. La continua crisi di governo italiana rappresenta uno degli esempi della crescente inadeguatezza delle istituzioni statali ad affrontare le sfide del nuovo millennio. Prova ne sono il crescente astensionismo e il rafforzamento delle reti clientelari e di notabilati sul territorio per il controllo di pacchetti di voto. L’unica alternativa a salvaguardia di quel che resta della democrazia consiste nel ripensare, prima ancora che rifondare, i partiti. Ciò non vuol dire tornare agli apparati burocratici dei vecchi partiti di massa; né, d’altra parte, buttar via l’esperienza dei partiti digitali. Si tratta, piuttosto, di mitigare gli eccessi personalistici, nonché di recuperare la funzione di creare competenze tra i propri iscritti. Papa Francesco invita i politici, soprattutto quelli cristiani, ad essere coraggiosi: perché la politica è una sorta di «martirio quotidiano: cercare il bene comune senza lasciarti corrompere». In «Fratelli tutti» il Papa sottolinea che nella casa comune viviamo tutti come un’unica famiglia e propone azioni concrete per restaurare il mondo e superare i malanni generati dalla crisi pandemica, che ora è diventata crisi sanitaria, economica, sociale, politica. Queste sono la pace, perché nessuna opera sarà possibile se le nazioni e i popoli continuano a combattersi; il dialogo, perché ciascuno trova la propria completezza nell’altro; il rafforzamento del multilateralismo e del no a ogni tipo di guerra; la lotta alla globalizzazione dell’indifferenza e la promozione dell’inclusione sociale. Come rimettere l’uomo oggi al centro dell’universo? In questi ultimi anni si è fatto di dire, fare e condividere cose e sentimenti che al di fuori dello spazio cibernetico non farebbero mai. È quello che si intende per effetto di disinibizione. Questi aspetti si possono riscontrare, tanto all’interno di flussi di comunicazione tra individui, quanto nella creazione e mantenimento delle relazioni personali. Anche il mondo del lavoro oggi sta subendo un cambiamento su scala globale: da un lato stiamo assistendo alla nascita di nuove professioni, dall’altro tante stanno scomparendo o diventando obsolete. Il mondo del lavoro oggi vede scoperte nuove ogni giorno: secondo il World Economic Forum, il 65% dei bambini che oggi vanno a scuola svolgerà dei lavori che ad oggi ancora non esistono. Innovazioni che hanno inevitabilmente causato cambiamenti radicali nella vita di tutti i giorni come nell’ambito lavorativo, ma hanno creato anche disuguaglianze estreme e crescenti. «La disuguaglianza sta intrappolando centinaia di milioni di persone in povertà. Uno dei dati maggiormente controintuitivi rispetto all’evoluzione temporale della povertà riguarda non tanto l’aumento del divario tra paesi sviluppati e nazioni del terzo e quarto mondo, quanto piuttosto – parafrasando il titolo di un articolo di Amartya Sen del ’93 – la sua persistenza all’interno dei paesi ricchi. Quando parliamo di povertà non ci riferiamo solo a quella economica, ma anche educativa. Essa viene definita come «la privazione da parte dei bambini, e degli adolescenti della possibilità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni». A causa di difficili condizioni economiche molti bambini e ragazzi non hanno le stesse opportunità dei loro coetanei in situazioni economiche migliori. La pandemia da COVID-19 e la conseguente chiusura prolungata delle scuole e delle attività produttive, hanno infatti incrementato notevolmente il rischio di povertà materiale da una parte e dall’altra ha generato una vera e propria perdita consistente in termini di sviluppo cognitivo, socio-emozionale, fisico. Tutto ciò l’hanno sofferto soprattutto quei minori che provengono da contesti maggiormente svantaggiati. Mancanza di rete inter-
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