LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2022 27 nella sezione del curricolo dedicata all’educazione civica. Ma a che punto siamo in Italia con i traguardi da raggiungere in relazione agli Obiettivi dell’Agenda 2030? Recentemente è stato pubblicato il Rapporto ISTAT SDGs 2022 con le informazioni statistiche per l’Agenda 2030 in Italia. I 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) e i relativi 169 targets specifici in cui sono declinati, bilanciano le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, estendendo l’Agenda 2030 dal solo pilastro sociale, previsto dagli Obiettivi del Millennio, agli altri due pilastri, economico e ambientale, cui si aggiunge la dimensione istituzionale. La quinta edizione del Rapporto sui SDGs include la diffusione di 371 misure statistiche che corrispondono a 138 indicatori tra quelli proposti da UN-IAEG-SDGs per il monitoraggio degli avanzamenti dell’Agenda 2030 a livello globale. Il Rapporto è stato chiuso con le informazioni disponibili al 9 settembre 2022. Rispetto alla diffusione di febbraio 2022, sono state aggiornate 188 misure statistiche e ne sono state introdotte quattro nuove. Risulta così interessante conoscere i principali risultati rilevati in Italia per i 17 Obiettivi SDGs. Per l’Obiettivo 1 Sconfiggere la povertà nel 2021 circa 5.6 milioni di individui sono in condizione di povertà assoluta. Rispetto al 2020, l’incidenza della povertà è rimasta stabile a livello nazionale, con una diminuzione nel Nord Ovest e un aumento nelle altre zone geografiche, in particolar modo al Sud. Negli ultimi anni, l’incidenza della povertà si è rivelata nettamente più bassa per le persone più anziane (65 anni e più), a confermare il ruolo di protezione economica dei trasferimenti pensionistici in ambito familiare. La quota di popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale è pari al 25.4%, dato essenzialmente stabile ma comunque elevato nel confronto europeo. Per l’Obiettivo 2 Sconfiggere la fame, nel 2020 più del 30% della popolazione mondiale soffre di insicurezza alimentare. Il fenomeno è costantemente in crescita dal 2015. Anche in Italia cresce la quota di famiglie con segnali di insicurezza alimentare (+ 1.7% rispetto al 2018) fortemente concentrate nel Mezzogiorno. Tra i bambini italiani da 3 valoriale trasversale che va coniugata con le discipline di studio, per evitare superficiali e improduttive aggregazioni di contenuti teorici e per sviluppare processi di interconnessione tra saperi disciplinari ed extradisciplinari. Il Collegio dei Docenti, nell’osservanza dei nuovi traguardi del Profilo finale del rispettivo ciclo di istruzione, definiti nelle presenti Linee Guida - Allegati A, B e C che ne sono parte integrante - provvede nell’esercizio dell’autonomia di sperimentazione di cui all’art. 6 del D.P.R. n. 275/1999, ad integrare nel curricolo di Istituto gli obiettivi specifici di apprendimento/risultati di apprendimento delle singole discipline con gli obiettivi/ risultati e traguardi specifici per l’educazione civica utilizzando per la loro attuazione l’organico dell’autonomia. Per ciò che riguarda la valutazione, la Legge dispone che l’insegnamento trasversale dell’Educazione civica sia oggetto delle valutazioni periodiche e finali previste dal D. Lgs. 13 aprile 2017, n. 62 per il primo ciclo e dal DPR 22 giugno 2009, n. 122 per il secondo ciclo. I criteri di valutazione deliberati dal collegio dei docenti per le singole discipline e già inseriti nel PTOF dovranno essere integrati in modo da ricomprendere anche la valutazione dell’insegnamento dell’educazione civica. In sede di scrutinio il docente coordinatore dell’insegnamento formula la proposta di valutazione, espressa ai sensi della normativa vigente, da inserire nel documento di valutazione, acquisendo elementi conoscitivi dai docenti del team o del Consiglio di Classe cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica. Tali elementi conoscitivi sono raccolti dall’intero team e dal Consiglio di Classe nella realizzazione di percorsi interdisciplinari. La valutazione deve essere coerente con le competenze, abilità e conoscenze indicate nella programmazione per l’insegnamento dell’educazione civica e affrontate durante l’attività didattica. I docenti della classe e il Consiglio di Classe possono avvalersi di strumenti condivisi, quali rubriche e griglie di osservazione, che possono essere applicati ai percorsi interdisciplinari, finalizzati a rendere conto del conseguimento da parte degli alunni delle conoscenze e abilità e del progressivo sviluppo delle competenze previste
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