LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2022 12 La nuova normativa (legge 92/2019 e le linee guida del Ministro dell’istruzione n. 35 del 22 giugno 2020), reintroduce l’Educazione Civica nel percorso scolastico delle scuole italiane e ad ogni istituzione scolastica chiede di ripensare questa disciplina come trasversale con traguardi e obiettivi specifici di apprendimento necessari per lo sviluppo delle competenze di cittadinanza. È richiesta dunque l’elaborazione di un nuovo «profilo disciplinare». Si tratta di comprendere la relazione di interdipendenza tra «profilo», «rubrica» e «autovalutazione» per l’educazione civica l’obiettivo e di offrire una proposta didattica organica fatta di idee e strumenti operativi da poter utilizzare come «modello» nei percorsi scolastici per la secondaria di secondo grado. • Ha radici lontane È una disciplina che ha radici profonde nella scuola italiana, non è una novità. Il ricordo corre all’On. Aldo Moro. Oggi si presenta come la naturale evoluzione del «Progetto giovani» e del «Progetto ragazzi» degli anni Novanta del secolo scorso, che ha visto nel Prof. L. Corradini l’anima delle iniziative e dalla recente iniziativa di Cittadinanza e costituzione. È un’idea di scuola nuova che emerge con forza. Una scuola che pensa al futuro e che vede protagoniste le nuove generazioni in un mondo in profonde trasformazioni. Questa «scuola» necessariamente nasce dal basso, dai progetti, dalle iniziative ed eventi, infine dal contributo dato dalle singole scuole e dall’esperienza didattica quotidiana dei docenti. Con queste premesse la nuova educazione civica sarà il frutto di un’intelligenza connettiva e collettiva, ma soprattutto sarà il risultato di «visioni comuni» da raccontare e raccontarsi per costruire il futuro del nostro Paese all’interno di una rete di esperienze. L’educazione civica si presenta così nel segno della trasversalità disciplinare delle competenze civiche da far acquisire e per l’altro verso con il risultato atteso di un significativo «impatto sociale». • La trasversalità È la trasversalità disciplinare la vera novità. Offre un paradigma didattico diverso dal tradizionale, un modello che supera i canoni della «materia scolastica», assumendo la valenza di una matrice valoriale trasversale che va coniugata con le discipline di studio per evitare superficiali e improduttive aggregazioni di contenuti teorici e per sviluppare processi di interconnessione tra saperi disciplinari ed extra disciplinari. Il collegio docenti, nell’esercizio dell’autonomia didattica, integra e sperimenta nel curricolo d’istituto l’educazione civica individuando un profilo disciplinare proprio, traguardi e obiettivi, contenuti e abilità, rubriche di valutazione. Si tratta di realizzare una vera e propria «ingegneria didattica» che fonde e al tempo stesso far emergere, in modo arricchente, attenzioni diverse in merito alle tematiche di cittadinanza e Costituzione. Naturalmente sono necessari accordi all’interno del consiglio di classe su tematiche, metodi e strategie didattiche ma anche (se non soprattutto) strumenti comuni per la valutazione delle «competenze» facendo chiarezza sui livelli di padronanza da misurare per ogni singolo studente. • L’impatto sociale Non solo, c’è una dimensione spesso poco considerata quando si pensa la didattica di questa disciplina: l’impatto sociale. Tutte le discipline hanno un impatto sociale nel lungo breve o lungo periodo perché offrono L’EDUCAZIONE CIVICA TRA TRASVERSALITÀ DISCIPLINARE E IMPATTO SOCIALE Luca Utili, formatore docenti neoimmessi per il polo di Mentana Seconda parte
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