Novembre-Dicembre 2018

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2018 18 L’ALLEANZA EDUCATIVAA FAVORE DEI GIOVANI. SCUOLA, FAMIGLIA, TERRITORIO Anna Bissi, Sociologa e Psicoterapeuta Q uando all’interno di un nucleo fami- liare si presentano conflitti importan- ti fra marito e moglie, i quali si rive- lano incapaci di gestirli e li spostano invece sui figli creando alleanze funzionali a difen- dere i propri diritti e ragioni, chi paga il prezzo di questa tensione è il bambino o il ragazzo. La stessa dinamica si ripete anche in ambito scolastico, quando il conflitto si manifesta tra genitori e insegnanti. In quel caso spesso il presentarsi di una tensione tra scuola e famiglia ha conseguenze nega- tive sull’allievo, poiché blocca il passaggio da una situazione di immaturità a una fase più evoluta. Il film Wonder , tenero e diver- tente nello stesso tempo, presenta una sce- na che illustra con chiarezza quanto ho ap- pena affermato: il preside della scuola con- voca i genitori di Julian , giustamente accu- sato di bullismo nei confronti di Auggy , il compagno dal volto sfigurato; la madre di- fende il figlio strenuamente, fino ad accu- sarsi personalmente di essere stata lei ad aver eliminato con photoshop il volto del compagno dalla foto di classe. Il dialogo con il preside passa dalla strenua difesa del fi- glio alla minaccia e si conclude con la deci- sione di fargli cambiare scuola, proprio mentre, diversamente da loro, il ragazzo sembra sviluppare una presa di coscienza dell’errore commesso e la disponibilità a chiedere scusa. Alcune inquadrature del film lasciano supporre un possibile cambia- mento in Julian ; le leggi psicologiche che presiedono lo sviluppo umano ci ricordano però che la crescita deve essere favorita, stimolata e che il passaggio da una fase a quella successiva normalmente avviene quando il bambino o l’adolescente hanno ri- cevuto un’equilibrata sollecitazione, che permetta di operare tale trasformazione. Là dove gli stimoli sono discordanti, la natura umana è indotta ad opporsi al cambiamen- to, scegliendo ciò che è più usuale, più co- modo, più spontaneo e, di conseguenza, meno evoluto. L’alleanza scuola-famiglia è dunque ne- cessaria in quanto funzionale a favorire la crescita del bambino o del ragazzo, evitan- dogli messaggi contraddittori che creano confusione, provocano tensione, non stimo- lano lo sviluppo ma favoriscono fenomeni di fissazione, vale a dire situazioni di stallo, l’arrestarsi della crescita in una o più aree (1). Se ci troviamo ora a parlare di alleanza educativa, ciò significa che nella nostra cul- tura essa si è incrinata. Un tempo veniva in- vece data per scontata e si manifestava so- prattutto nel «giorno di ricevimento dei ge- nitori». In quell’occasione il padre o la ma- dre andavano a prendere informazione ri- spetto ai risultati scolastici dei figli. Se il docente valorizzava le competenze del ra- gazzo, se ne attribuivano con orgoglio il merito. Quando, invece, i risultati non era- no buoni, i figli finivano sul banco degli im- putati. Il patto tra scuola e famiglia era pe- rò solidissimo e solo il sessantotto – con tut- to quanto ha comportato a livello di cam- biamenti sociali – ha iniziato a incrinarlo; in modo molto lieve, però, perché il primo at- to di tale trasformazione è stato il ritrovarsi insieme – genitori e docenti – sul banco de- gli imputati. È venuto in seguito il momento della comunanza di obiettivi, il tempo degli organi collegiali e dei Decreti Delegati, in cui l’alleanza scuola-famiglia era funzionale in primo luogo a rendere lo studio accessibi- le a tutti. (1) Nel caso del film citato, l’ambito relazionale e quello dell’immagine di sé, rispetto alla quale Julian stava imparando a integrare il limite, riconoscendo di aver sbagliato nei confronti del compagno.

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