Novembre-Dicembre 2017

7 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2017 PROPOSTE La valutazione del Dirigente Scolastico rappresenta un momento importante ed im- prescindibile, ma è necessario intervenire sulle modalità, i tempi e la durata della stessa. - Sono necessari processi valutativi caratte- rizzati da maggiore partecipazione, capaci di svilupparsi mediante tempi più estesi; in tal modo si permetterebbe una migliore metabolizzazione del metodo valutativo. - La valutazione non deve restare ancorata ad azioni oggettive e neutre, bensì deve maggiormente coinvolgere il DS; fonda- mentale è la contestualizzazione territo- riale e scolastica. - Partendo dal presupposto che le scuole devono essere luoghi sicuri per tutti i loro utenti, bisogna incidere sulla sproporzione tra le responsabilità del DS e gli strumen- ti, per quanto concerne la sicurezza, mes- si a sua disposizione. - Serve un maggiore coinvolgimento delle Istituzioni locali (Comuni, Province), per puntare alla delimitazione legislativa dei compiti e delle responsabilità del DS in materia di sicurezza. - È necessario l’inserimento di garanzie as- sicurative sin dal prossimo contratto; sarà decisivo un dialogo tra tutte le parti inte- ressate al fine di poter meglio program- mare i passi e gli sviluppi futuri rispetto ad una tematica così delicata ed impor- tante. - Dal punto di vista strettamente economico è fondamentale una rivalutazione dello status del Dirigente Scolastico. SITUAZIONE ATTUALE La Valutazione di sistema si propone di rispondere a due finalità principali: 1. rendere trasparenti e accessibili all’opi- nione pubblica informazioni sugli aspetti più rilevanti del sistema di istruzione, in modo da poterne leggere il funzionamen- to 2. aiutare i decisori politici a valutare lo stato del sistema di istruzione, per svi- luppare strategie appropriate di controllo e miglioramento. Una delle parole chiave della legge 107 del 2015 è «valutazione», anzi le parole più appropriate per rappresentarne la filosofia di fondo sono state: autonomia, valutazione e responsabilità di tutti gli attori scolastici. Tre sono gli ambiti di intervento: 1. Valu- tazione degli esiti formativi 2. Valutazione dei processi organizzativi, gestionali e edu- cativi che conducono a questi risultati 3. Valutazione dei soggetti che concorrono all’erogazione del servizio. Ciò viene realizzato affiancando all’auto- nomia scolastica, che è autonomia funzio- nale al migliore raggiungimento degli obiet- tivi di sistema fissati a livello nazionale, la responsabilità di tutti gli attori primari e comprimari e la valutazione dei risultati. Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 62: nel primo ciclo di istruzione, la valuta- zione descrive le competenze raggiunte dagli alunni, il modello dei voti rimane in decimi. Nella scuola secondaria di primo grado cambia l’esame di Stato: riduzione del nu- mero di prove, la valutazione deve tener conto del percorso scolastico dell’alunno. Nel secondo ciclo, l’esito dell’esame di Stato viene agganciato in maniera più stret- ta al percorso di studi. Lo svolgimento dell’attività di alternanza scuola-lavoro di- venta requisito di ammissione all’esame di maturità. Le prove INVALSI escono dall’esame di Stato ma permangono nel corso dell’anno e sono svolte anche per l’inglese, in conven- zione con enti certificatori. PROPOSTE - I soggetti della comunità scolastica per una maggiore condivisione nella stesura E d i t o r i a l e 7. VALUTAZIONE DI SISTEMA E DEGLI APPRENDIMENTI

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