Novembre-Dicembre 2017

far calare la disoccupazione giovanile (i contratti hanno notevoli vantaggi contribu- tivi) ed a contrastare la dispersione o per- corsi non lineari nella carriera scolastica e lavorativa. Questo mette a più stretto con- tatto le aziende, che devono assumere a tempo indeterminato, con gli apprendisti che partecipano alla definizione del loro progetto formativo e ricevono una remune- razione, come si fa in Germania. L’alternanza com’è noto esisteva anche prima della legge 107 ed era stata utilizzata per implementare un percorso formativo già scelto o realizzare una vocazione personale, con un impegno orario inferiore a quello odierno e in periodi di svolgimento perlopiù estivi. Le ore previste dal nuovo ordinamen- to creano una maggiore organicità all’inter- no dell’esperienza lavorativa, ma vanno ad intersecare in modo abbastanza discontinuo il lavoro scolastico; talvolta le due cose ri- schiano di giustapporsi, con regole piuttosto rigide in regime di obbligatorietà per en- trambe le direzioni, coi necessari adempi- menti e col relativo appesantimento buro- cratico, soprattutto mancando un orizzonte comune sul piano didattico e organizzativo. All’obbligo si preferirebbe la motivazione ed alla valutazione obbligatoria negli esami di maturità sarebbe meglio, come si è det- to, valutazioni distinte con apposite certifi- cazioni da aggiungere la diploma (curricu- lum dello studente), perché risulterebbe più chiaro agli occhi degli imprenditori non avvezzi alla visione docimologica della scuola. Tutto il processo ha bisogno di figure pro- fessionali specifiche, a scuola ed in azien- da, che cerchino di costruire uno «sfondo integratore» ed un approccio didattico uni- ficante per ambienti di apprendimento di- versi, pur utili alla formazione personale e professionale. Siamo agli inizi di un lavoro difficile, di fronte ad un’esperienza genera- lizzata. Ad entrambe queste competenze tutoriali manca la visione dell’interazione tra i saperi, occorre fornire loro i necessari supporti culturali e didattici; altri soggetti forniti dall’Agenzia Nazionale per l’Occupa- zione rischiano di rendere ancora più com- plesso il quadro degli interventi. Il risultato da ottenere per il nostro si- stema è in definitiva quello di superare la distinzione tra il lavoro intellettuale e ma- nuale, aderendo alla moderna società della conoscenza, condividendo le esigenze del mondo delle aziende, attraverso la perso- nalizzazione dei percorsi di apprendimento, che mantengano la motivazione la qualità. La sfida potrebbe essere l’alternanza, un percorso che per poter offrire occasioni formative efficaci ai giovani ha bisogno di una revisione culturale da parte degli adul- ti rispetto ai loro riferimenti sui diversi fronti, ma forse questa sarà la prova più complicata. 38 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2017

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