Novembre-Dicembre 2017

35 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2017 La sperimentazione oggi consente di co- stituire delle classi con alunni che libera- mente scelgono il percorso sperimentale, superano una prova di ammissione e sono idonei a seguire una didattica intensiva, ca- pace di offrire nuove opportunità di amplia- mento dell’offerta formativa, inserendo nel piano di studio armonico e significativo an- che tematiche di diritto, economia, finanza e cittadinanza, che non trovano spazio nell’ordinario curricolo scolastico, non sem- pre indirizzato allo sviluppo di competenze e conoscenze essenziali e significative. Come ha anche dichiarato Andrea Gavo- sto della Fondazione Agnelli, è necessario che « l’accorciamento di un anno delle su- periori sia adeguatamente compensato » da una progettualità didattica ben strutturata che non toglie, non riduce, non accorcia il programma di studio, ma lo qualifica e lo rende «significativo e funzionale». Anche se questo progetto di sperimenta- zione «assistita» non è una «priorità» per la scuola italiana come ha dichiarato la CISL, è pur sempre un momento di sviluppo innova- tivo della scuola. Secondo Lena Gissi, segreteria Generale della Cisl Scuola « intervenire sulla strut- tura e la durata dei percorsi presuppone una rimodulazione dei curricoli stessi» al- cuni argomenti vengono ripetuti diverse volte, dalle primarie alle superiori, con duplicazioni inutili. Il tempo scuola e di classe già di fatto è ridotto dall’impianto organizzativo dell’alternanza scuola lavoro che riduce il tempo scuola e non trova di contro il rinforzo necessario a sostegno delle competenze. Ecco perché il progetto sperimentale presuppone una nuova e più aggiornata di- dattica, collegata a una diversa e più flessi- bile organizzazione del calendario e del- l’orario scolastico. assicurando l’efficienza dei servizi che non giustifichi scioperi o va- ne e improduttive interruzioni. La sperimentazione non ha come obietti- vo il risparmio di un miliardo e mezzo di eu- ro, riducendo di un anno il percorso scola- stico finale degli studenti, ma ha l’ambizio- ne di offrire positive opportunità a ragazzi eccellenti e meritevoli, che potranno im- mettersi nel mondo universitario e del lavo- ro con un anno di anticipo. In questa fase non è da considerare uno «scandalo» questa differenziazione tra stu- denti, che, di fatto, già avviene nella scelta tra i percorsi ordinari e le sezioni ad indiriz- zo di potenziamento scientifico o linguisti- co, ma l’innovazione implicitamente solle- cita a rivedere il percorso formativo e il curricolo scolastico che si definisce «verti- cale», ma rimane ancora spezzato e fram- mentario. Non si tratta, quindi, di ridurre un anno, ma di qualificare il percorso di studio, sen- za tempi morti di ripassi e recuperi, ma ric- co di proposte formative funzionali ed effi- caci per comprendere e interpretare l’oggi. L’espressione latina « Non scholae sed vitae discimus», oggi è rimasta solo una massima letteraria da tradurre in italiano, non tro- vando attuazione nel concreto. Ecco perché è necessario che le cose va- dano «diversamente» e la sperimentazione ha proprio quest’obiettivo, rispondendo ai bisogni degli studenti e nello specifico di quei ragazzi che hanno delle belle poten- zialità e potenziali risorse da sviluppare, che rimangono spesso inespresse e poco valorizzate. Rispondendo a Giammarco Manfreda, co- ordinatore nazionale della Rete degli Stu- denti Medi, nel progetto sperimentale le at- tese e i desideri degli studenti vengono rea- lizzati e non si può continuare ad attende- re, invano, chissà quali riforme radicali dei cicli, che difficilmente potranno realizzarsi. Ancora un anno di attesa e di preparazio- ne per le 100 classi sperimentali che a set- tembre presenteranno i progetti e la cui at- tuazione avverrà a partire dall’anno scola- stico 2018/2019. Nel frattempo sarebbe ottimale prepara- re con gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado un cammi- no di preparazione e di costante rinforzo nel consolidare un proficuo metodo di stu- dio ed un apprendimento efficace e signifi- cativo, anche adottando la metodologia CLIL. Per una maggiore garanzia del progetto quadriennale occorrono, infatti, delle solide basi che si costruiscono negli anni e senza improvvisazioni.

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