Novembre-Dicembre 2017
MIGLIORARE LE SCUOLE PER BATTERE LA SFIDUCIA Giorgio Chiosso, Professore emerito nell'Università di Torino I l tema del miglioramento rappresenta uno dei motivi più interessanti e stimo- lanti dell’odierna realtà scolastica. Nono- stante il silenziatore ministeriale che negli ultimi mesi ne accompagna le sorti, esso co- stituisce ormai un nodo ineludibile nella vi- ta delle scuole. Si tratta della conseguenza, per un verso, dell’accresciuta sensibilità verso la qualità dell’istruzione sollecitata dalle periodiche valutazioni e, per altro verso, dell’attuazione di quanto previsto dal Regolamento sul Sistema Nazionale di Valutazione in materia di istruzione e for- mazione (DM 80/2013). Questo provvedimento – una delle inizia- tive più interessanti degli ultimi decenni –, come è noto, ha posto il miglioramento sco- lastico al centro delle azioni necessarie per assicurare una formazione scolastica sem- pre più efficace e incisiva. Tali processi coinvolgono inevitabilmente l’autonomia delle scuole: nessun istituto può pensare che esso si compia soltanto attraverso azio- ni politiche e finanziarie gestite dai vertici ministeriali. Non ci può essere miglioramen- to, in altre parole, se le scuole non lo assu- mono come esigenza vitale. Alle origini del miglioramento La nozione di miglioramento scolastico arriva da lontano ed ha una duplice origine. La prima – anche in ordine di tempo – è con- nessa allo sviluppo delle valutazioni inter- nazionali sui livelli di apprendimento che, a loro volta, sono intrecciate all’emergere di una cultura scolastica e pedagogica impron- tata al principio socio-pedagogico della school effectiveness . Ne sono l’antefatto la pubblicazione di alcuni importanti studi tra gli anni ‘60 e l’inizio degli anni ‘70 sull’effi- cacia/inefficacia scolastica. Secondo queste ricerche (ved. in particolare quelle ormai «classiche» di Coleman e Jencks che hanno fatte da battistrada a numerose al- tre) la scuola frequentata da uno studente aveva scarsa incidenza sui risul- tati educativi in confronto a fattori quali la dotazione intellettuale, l’origine fa- miliare e lo status econo- mico sociale. L’interrogativo che si aprì tra gli studiosi e i de- cisori politici può essere così sintetizzato: quali do- vevano essere le caratteri- stiche della scuola perché le notevoli risorse destina- te all’istruzione facessero sentire il loro ef- fetto positivo in generale e specialmente sulla parte della popolazione più fragile? L’esigenza di un monitoraggio dei sistemi scolastici si tradusse in un primo tempo nel- la messa a punto di indagini volte a saggiare comparativamente l’efficacia dell’insegna- 29 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2017
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