Novembre-Dicembre 2017

che tra docenti di Paesi diversi contribuen- do così ad un miglioramento degli insegna- menti e delle metodologie didattiche. Al ri- torno nella mia scuola di appartenenza, questa esperienza mi ha consentito di pre- sentare un progetto nell’ambito dell’allora POF, sull’influenza della cultura greca nell’ambito della scienze e della terminolo- gia scientifica. Il secondo corso di forma- zione Comenius, si è svolto ad Istanbul in Turchia nel 2010 e verteva sull’arte e sul- l’ambiente nei suoi vari aspetti. Anche qui notevoli sono stati gli scambi culturali tra i docenti partecipanti di diversi Paesi e l’esperienza formativa ha permesso di capi- talizzare delle nuove competenze lavorati- ve e personali da spendere nell’ambito pro- fessionale. Il terzo corso di formazione è stato a La Valletta a Malta nel 2011 e ver- teva sulla storia di Malta e sul ruolo dei Ca- valieri di Malta in diversi settori. Questo era un corso Grundtvig, rivolto ai docenti in relazione all’Educazione degli Adulti e alle relative attività di formazione. L’esperien- za interessante ha condotto ad alcune ri- flessioni su come sia importante anche da adulti, continuare ad investire in interessi e cultura dai quali possono nascere nuove idee e nuovi orientamenti lavorativi e per- sonali. Nell’anno 2013 si è svolto il corso di formazione Comenius a Monaco di Baviera in Germania e verteva sulla risorsa Museo scientifico e su come promuovere una coo- perazione per migliorare l’insegnamento, l’apprendimento e le scoperte. Qui ho avu- to modo di imparare la didattica laborato- riale nelle scienze che ho riportato come esperienza nella mia scuola di appartenen- za. Infine vorrei citare una delle ultime esperienze di formazione all’estero, che si è svolta ad Aprile 2017 a Vienna in Austria. Ho avuto modo di partecipare al Conve- gno/Corso di Formazione sulla didattica delle scienze GIFT-EGU 2017 dove ognuno di noi doveva anche presentare un lavoro didattico. Il confronto tra i docenti dei di- versi Paesi partecipanti ha portato sicura- mente ad un arricchimento personale dal punto di vista professionale. Contattando i docenti che hanno preso parte a queste esperienze è stato rilevato che un po’ tutti hanno avuto la sensazione di sentirsi parte di una realtà più ampia, nella quale comun- que esiste una visione comune negli scopi ed intenti da raggiungere dal punto di vista lavorativo, ovvero di sentirsi realmente cit- tadini europei senza barriere e confini. Da qui emergono anche delle riflessioni perso- nali. La formazione all’estero appare oggi più che mai importante in quanto consente un confronto dinamico che il docente può utilizzare per sé e per il proprio lavoro uti- lizzando le esperienze acquisite per miglio- rare e innovare le metodologie didattiche nell’insegnamento e nell’organizzazione delle attività nella propria scuola. Quale futuro possiamo prevedere per la formazione all’estero anche dopo Erasmus Plus? Forse possiamo pensare ad una figura di docente europeo con una base comune di formazione relativa a degli scopi e visioni dell’ istruzione condivisi da raggiungere. Si può anche ipotizzare che la formazione fu- tura possa essere rivolta al singolo docente oltre che alle singole scuole che attualmen- te operano per progetti, proprio per per- mettere a tutti di poter fare questa espe- rienza che oggi più che mai appare indi- spensabile e che può essere inserita nel proprio curriculum professionale. 28 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2017

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