Novembre-Dicembre 2017

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2017 24 glieri continuano a suggerire ai politici di assumere decisioni ispirate dalla solidarietà o dalla giustizia , ignorandone però i costi , e trascurando il fatto che , se venissero adot- tate , provocherebbero la cacciata dei re- sponsabili da parte di quella grande maggio- ranza di persone che esigono anzitutto la difesa dei propri interessi. Ripeto che l’uo- mo politico mancherebbe ai suoi doveri ver- so i cittadini che lo hanno eletto se cercas- se di imporre i suoi personali princìpi di so- lidarietà e di giustizia a chi non è disposto a pagarne il prezzo . Si deve sottolineare che non è in questione l’eventuale interessata ricerca del consenso degli elettori da parte del singolo uomo politico : anche se egli de- cidesse di sfidare l’impopolarità , imponen- do provvedimenti ispirati alla solidarietà ma sgraditi ai governati che ne dovrebbero sop- portare i costi , fallirebbe comunque nel suo intento , perché il potere gli verrebbe revo- cato, immediatamente o alle successive elezioni , a vantaggio di altri politici più at- tenti al volere della maggioranza . Anche Noreena Hertz , docente a Cambridge e una dei critici più severi del potere delle multi- nazionali , ha dovuto constatare il prevalere degli interessi in relazione al proclamato dovere morale , per ciascun Paese , di agire per la tutela dei diritti umani anche al di fuori dei propri confini . In un libro che è di- ventato uno dei testi fondamentali del mo- vimento no global ha scritto : «Il problema con il quale i politici hanno a che fare è che , nonostante abbiano fatto proprie queste convinzioni progressiste , non è ben chiaro se veramente l’elettorato occi- dentale -quando si trovasse a dover affron- tare le realtà che emergerebbero dando la priorità ai diritti umani in politica estera- appoggerebbero questa scelta (che potreb- be implicare sacrifici personali) o quella di non fare niente . Quali sarebbero le probabi- lità che la gente accetti veramente di met- tere a repentaglio le proprie comodità , per salvare la vita a sconosciuti che vivono al- l’altro capo del mondo ? Finché tutti i di- scorsi della gente sui diritti umani non po- tranno essere considerati una realtà concre- ta , finché la gente chiederà al governo di mantenere un equilibrio fra gli obiettivi economici e gli altri interessi , prevarranno gli interessi delle imprese che pongono obiettivi concreti e offrono risultati vincenti (posti di lavoro , diminuzione del caro vita e così via)» (15) . Ad esempio gli Stati Uniti , celebrati pala- dini della democrazia , per anni hanno finan- ziato (e continuano a farlo quando torna utile alla loro politica) le peggiori dittature in tutto il mondo , purché sostengano , in modi più o meno palesi , gli interessi ameri- cani. E non si tratta soltanto di un vizio dei Paesi capitalistici: anche l’Unione sovietica ha sempre fatto affari con chiunque , ed ha finanziato feroci dittature , anche quelle che incarceravano e uccidevano i comunisti , purché i governi si schierassero dalla parte degli interessi sovietici nella politica inter- nazionale . La stessa prassi spregiudicata continua con la Russia attuale. 5) Movimenti di protesta e identità. Co- sa si intende per «interessi». Valori stru- mentali e valori espressivi. Vedremo in questo paragrafo quanto sia complessa l’in- dividuazione delle molte cause dei movi- menti di protesta. Fin qui mi sono sempre riferito a interessi economici e politici , a questioni di denaro e di potere . Ma esistono casi in cui un individuo , o un gruppo , e in alcuni casi addirittura la maggioranza dei cittadini di un Paese , scelgono di far preva- lere valori ideali , religiosi o di altra natura ( 16) , indipendentemente da qualsiasi inte- resse o vantaggio materiale , e sono disposti a sostenere consistenti sacrifici finanziari , o addirittura a mettere a rischio la sicurezza e a volte anche la vita propria e dei propri famigliari , fino a schierarsi a favore anche della guerra . Perché ciò accade? Una rispo- sta approfondita richiederebbe una com- (15) N. H ERTZ , La conquista silenziosa . Carocci, Roma, 2001, pp. 83-84. (Corsivo aggiunto). (16) Molte volte tra i valori vi è anche la difesa dell’onore del singolo, o del gruppo di cui fa parte. Naturalmente l’onore viene definito nei modi più diversi dalle culture dei diversi gruppi (dalla famiglia al gruppetto di ragazzi di quartiere al gruppo criminale alla comunità nazionale). Per il singolo e per i gruppi la difesa dell’onore può essere uno dei valori più importanti.

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